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Dirk Gently. Douglas Adams e Tutto il Resto

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Di Rossella Manuele

Oggi si sente tanto parlare di Olismo, Reti e Sistemi complessi, Relazioni fra Cose e Persone, Eventi già determinati intrecciati fra di loro con legami e relazioni spesso non lineari. Tutto questo sembra in sé molto affascinante e articolato ma risulta essere a tratti controverso perché interessa ampi orizzonti di pensiero che riguardano non solo la Scienza e la Filosofia ma anche la Fantascienza e ultimamente le Filosofie New Age.

Occorre quindi per non rischiare di banalizzarne i concetti fare un po’ di chiarezza, orientandoci verso il significato più profondo e originario del termine. Cos’è dunque l’Olismo? Qual’ è la sua origine? Vorrei darne una definizione complessiva, sfiorandone solo in parte i punti più salienti, per poi soffermarmi sul suggestivo romanzo del celebre scrittore, sceneggiatore e umorista inglese Douglas Adams, già conosciuto per la famosa serie di romanzi“Guida galattica per Autostoppisti”. Il romanzo in questione è “Dirk Gently, Agenzia di investigazione Olistica” che ha generato oltretutto interessanti e stimolanti serie televisive. Ma iniziamo col la definizione e la nascita del termine per poi ritornare al romanzo scrutandone la filosofia e la genialità dei suoi singolari personaggi. L’olismo si fonda sostanzialmente sulle Filosofie Orientali del XIII secolo a.c. come per esempio il Taoismo in Cina, invece in Europa compare soltanto intorno al XVII secolo con Baruch Spinoza che si oppone al Dualismo Cartesiano con il suo Panteismo (Dio è il Tutto).

L’Olismo, dal greco όλος, cioè “La Totalità“, è una posizione Teoretica, contrapposta al Riduzionismo, che si fonda sull’idea che le proprietà di un Sistema non possono essere spiegate esclusivamente tramite le sue singole componenti in quanto, dal punto di vista “olistico”, la sommatoria funzionale delle parti è sempre maggiore/differente dalla somma delle prestazioni delle parti prese singolarmente. Quindi il suo principio fondamentale è il seguente: Il tutto è più della somma delle parti di cui è composto. Un esempio calzante di struttura olistica è per esempio l’organismo biologico; Un essere vivente va sempre considerato nella sua Interezza che non è semplicemente esprimibile con l’insieme delle parti che lo costituiscono. Questo principio è stato articolato in diverse discipline, come per esempio nella “teoria dei colori” di Johann Wolfgang Goethe o in Filosofia della scienza dal Fisico Francese Pierre Duhem e dal Filosofo e Logico Statunitense Willard Van Orman Quine che sostenevano che le teorie scientifiche dovrebbero essere confermate o confutate nella loro interezza, piuttosto che nei loro singoli aspetti. La visione Olistica caratterizza tutto il romanzo di Douglas in cui il personaggio principale l’investigatore Dirk Gently è convinto che Tutto è congiunto come da un filo invisibile in maniera diretta o indiretta con il Tutto. Nel romanzo oltre agli esilaranti casi di gatti scomparsi, troviamo monaci elettrici, un cavallo misteriosamente chiuso in bagno, il poeta romantico Samuel Taylor Coleridge, una macchina del tempo, un omicidio e un fantasma malinconico. Gently, insieme al ritrovato amico di college Richard MacDuff sarà trascinato in molteplici avventure e solo grazie alla sua esclusiva tecnica di investigazione olistica riuscirà a risolvere i misteri più ardui e complicati. Douglas fa affiorare nella mente del lettore l’idea della connessione fra tutte le cose e delle conseguenze che ne derivano. Nonostante i toni siano umoristici, gli argomenti affrontati sono di notevole sottigliezza intellettuale come per esempio il concetto di Frattale applicato alle composizioni perfette musicali derivanti dal caos cosmico o alle teorie quantistiche, temi argomentati nel romanzo dai personaggi durante le molteplici avventure. Inoltre si parla anche di intelligenza artificiale e di Datafication e in questo Douglas sembra essere proprio un Precursore con la sua ipotesi di Intelligenza Artificiale che va oltre la semantica, traducibile ai giorni nostri con le ontologie o web semantico. Insomma il lettore è immerso e trascinato in un affascinante e paradossale mondo in cui il protagonista Dirk Gently, titolare dell’agenzia di investigazione olistica che porta il suo nome, è sempre alle prese con casi surreali e divertenti. Il principio cardine del romanzo è dunque La sostanziale connessione di tutte le cose e la soluzione di un problema va quindi ricercata nel Disegno e nello Schema globale. Bisogna cogliere gli indizi che l’universo ci fornisce e connetterli fra loro come pezzi di un puzzle. Il problema è che spesso non riusciamo a vedere le cose nella loro giusta prospettiva perché inquinata da visioni distorte della realtà che ci creiamo. Ciò viene enfatizzato in tutto il romanzo di Douglas come per esempio, nel dialogo sotto citato fra Janice Pearce e Dirk che sottolinea i costrutti sociali che ci costruiamo diventando adulti:

<< Be’ penso che sia una bambinata>> disse Janice Pearce con franchezza.

<<Ma, ma, ma!>> fece Dirk, battendo un colpo sul tavolo per la delusione. <<Non capisce che per capire dobbiamo fare bambinate? Solo i bambini vedono le cose con perfetta chiarezza, perché non si sono ancora costruiti tutti quesi filtri che ci impediscono di vedere le cose che non ci aspettiamo di vedere.>>

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