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Ma tu ricordati della felicità

rainbow-01Di Noemi Martarello

Quando è stata l’ultima volta in cui hai detto “Sono felice” e lo eri davvero? Voglio dire, di quella felicità acuta, delirante, come quella dei bambini davanti ai pacchi di Natale, come quella degli amori nuovi che si consumano sul retro di un’auto.

Provi a ricordartela, quella felicità, provi a sostituirla alla somma dei giorni che ti ha visto con le labbra distese in un sorriso sereno ma senza quell’affanno del cuore, che ti sembrava così ovvio allora e che invece ovvio non era; un affanno che sai e che ora cerchi, alla fine della giornata e alla fine dell’anno, nel tempo che gocciola nelle ore lunghe del pomeriggio di Natale.

Dov’è quell’arcobaleno? Cerchi quella luce cangiante, così bella a vedersi e così rapida a sparire.

By the way. Forse la felicità non esiste se non sotto forma di attimi, picchi, onde di un elettrocardiogramma e poi per il resto è una linea continua, quella che si stende nel giorno dopo giorno, negli anni. Non si può vivere di picchi, lo pensi e cambia il mondo. La felicità assorbe troppa energia e una volta che l’hai dissipata non puoi tornare come prima. È a questo punto che subentra benevolo un sentimento di serenità. Non ci coglie impreparati, non ci fagocita; ci accompagna. Il faut tenter de vivre. Però hai conosciuto quegli slanci, quelli che vorresti rivivere ancora un attimo: qualcuno una volta ha detto che la felicità è desiderio di ripetizione. Forse è vero. Forse non è possibile. Forse è tanto più vero quanto meno è possibile.

Perciò vivila, tutta, nel momento in cui puoi, senza credere che sia troppa o immeritata. Vivila tutta, perché sarà la sua memoria che ti distenderà il sorriso insieme ai pensieri quando le domande saranno troppe e ciò che credevi bastasse per sempre, sembrerà non bastare più. Ti verrà in soccorso allora, come una mano distesa e una parola che ti dice: “Resta”; o come un cielo nuovo, un nuovo sguardo pieno di parole non dette. Quegli attimi sono stati, e sono stati per sempre. Tuoi. Cercali ancora. Forse li troverai. Forse no e il massimo che ti sarà possibile vivere sarà la serenità di giorni limpidi. Ma tu ricordati della felicità.

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