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IL TEMPO DI RENZI

Renzi

Di Gianfranco Giudice

In politica il tempo è tutto, il tempo della decisione e quanto tempo si ha per decidere. In politica il tempo è tutto, perché non conta quel che si dice ma quando lo si dice. Il presente è il tempo di Renzi perché se già nel recente passato altri hanno giocato la carta dell’innovazione e del partito a vocazione maggioritaria, la carta della sinistra che va oltre la sinistra( pensiamo in proposito al Veltroni del 2008), solo oggi tutto ciò diventa pienamente spendibile nel mercato elettorale. Cosa caratterizza nella sua essenza politica il tempo presente? Credo che il presente sia contraddistinto dalla consumazione definitiva di ogni mediazione politica tra le istituzioni ed i cittadini, a cui segue la crisi finale di ogni organizzazione di partito strutturata. Dopo la crisi che portò nei primi anni ’90 alla fine della cosiddetta prima Repubblica, in qualche maniera hanno resistito, seppure con una massiccia iniezione di leaderismo favorita dalla logica del maggioritario, alcune strutture – partito tradizionali. Il solo movimento che si è allontanato completamente da quella tradizione pur conservandone qualche simulacro è stato quello di Berlusconi.

lega nord

L’altro partito fondamentale della cosiddetta seconda Repubblica, la Lega Nord, nonostante la fortissima impronta del suo leader Umberto Bossi, ha mantenuto negli anni un assetto di partito incentrato su una militanza tradizionale molto strutturata sul territorio, sul modello delle vecchie sezioni del PCI. Gli eredi del Partito Comunista che si sono succeduti negli anni (PDS e DS ), hanno tutti conservato l’ossatura del vecchio partito mandato in soffitta nel 1991 dalla svolta di Achille Occhetto. Il Partito Democratico fondato nel 2007 rappresenta invece l’inizio di una nuova storia che oggi, con la elezione plebiscitaria di Matteo Renzi alla segreteria , arriva al suo compimento. Stiamo parlando del partito degli elettori e non degli iscritti, perché sono stati gli elettori che hanno decretato la vittoria travolgente del sindaco di Firenze alle primarie dell’8 dicembre. Che cosa significa tutto questo? Che il tempo della mediazione politica, quella che caratterizza il partito degli iscritti e che si realizza nel confronto all’interno dei gruppi dirigenti, è definitivamente tramontato. Il leader politico si appella direttamente agli elettori-iscritti e potenzialmente a tutti gli elettori, a prescindere dallo schieramento a cui appartengono.

berlusconi ochetto

Berlusconi inaugurò vent’anni fa questo modello; oggi Renzi lo declina, con tanto di linguaggio calcistico berlusconiano e lo interpreta con la sua idea di una sinistra che va oltre la sinistra, di una politica che diventa post politica. Del resto che il tempo della mediazione politica tra cittadini e istituzioni sia finito ce lo dimostrano due fatti e il primo è che tutti i principali leader politici attuali, Berlusconi, Grillo e Renzi stesso, sono fuori dal Parlamento. Il secondo elemento è che oggi quasi tutte le forze politiche sono contro il Governo Letta, il PD stesso è spaccato e Renzi vuole andare al più presto alle elezioni per traslocare dalla poltrona di segretario a quella di capo del Governo.

grillo letta

Nel frattempo il movimento dei Forconi attraversa l’Italia raccogliendo la disperazione ed il malcontento, la totale sfiducia nei confronti della politica e di tutta la classe dirigente nazionale, non solo politica. Il segno politico di questo movimento, nato in Sicilia qualche tempo fa, non è chiaro, anche se alcune ombre inquietanti della destra si stagliano all’orizzonte e ci fanno ricordare pagine oscure della storia recente.

forconi

 

Il tempo corre veloce per la politica del presente, i fenomeni appaiono e scompaiono rapidamente senza lasciare quasi traccia. A fronte di una politica che decide sempre meno o quasi nulla, ma non tanto per cattiva volontà soggettiva bensì per il trasferimento dei luoghi veri della decisione a livelli che ormai superano la dimensione nazionale, il consenso si conquista quasi esclusivamente grazie alla capacità di comunicare velocemente, colpendo l’immaginazione e la fantasia del cittadino elettore. Riguardo a problemi complessi, che non possono avere soluzioni semplici e rapide, il leader politico può vendere un prodotto straordinario per conquistare consenso elettorale, illusioni e promesse che tuttavia si consumano in uno spazio brevissimo di tempo.

renzi2

Il leader stesso diventa a sua volta un prodotto da consumare e sostituire rapidamente insieme alle sue illusioni. Accanto a leader che catalizzano la frustrazione e la rabbia come Grillo, ci sono leader, come Berlusconi ieri e Renzi oggi, che sono straordinarie macchine in grado di far credere che basti un uomo solo al comando per risolvere problemi irrisolti da decenni, o che non sono più risolvibili con la nostra sola volontà. Nel tempo in cui ogni mediazione politica è finita il tempo accelera, le promesse si trasformano in illusioni, frasi ad effetto consumate presto dalla frustrazione, ma la giostra continua a girare alla ricerca spasmodica di nuovi incantesimi. Anche chi oggi è disilluso perché ne ha viste troppe, non può non fare i migliori auguri a Matteo Renzi. Sapendo tuttavia che il suo tempo è breve, brevissimo, nel mercato in cui gioca e di cui è straordinario giocatore.

renzi3

 

 

 

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