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Tag Archives: Noemi Martarello

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DESDEMONA CONTINUA A MORIRE

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Di Noemi Martarello

Il 25 novembre ricorrerà la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Non servirà a niente. Dura, cruda verità. Forse i giornali pubblicheranno qualche articolo, forse la presidentessa della Camera Boldrini farà sentire la sua voce come fece l’anno scorso, forse per una settimana le foto profilo di Whatsappp e Facebook verranno sostituite con l’immagine di un fiocco rosa. Inutile. Tutte queste sono iniziative fini a se stesse. Non diciamo che servono a far conoscere il problema. Non serve una giornata dedicata per diffondere la consapevolezza della gravissima situazione sociale in cui la donna versa. Non servono campagne di sensibilizzazione costruite ad hoc. Basterebbe prendere in mano un giornale, uno qualsiasi, ogni giorno; basterebbe ascoltare qualche minuto di telegiornale, ogni giorno; basterebbe camminare per la strada con gli occhi un po’ più aperti, per vedere la signora che cammina a testa bassa qualche metro discosta dal marito, ogni giorno; basterebbe ascoltare il dialogo di quelle donne con il volto solcato da rughe che non dicono tempo e non dicono piacere ma dicono dolore, ogni giorno. (altro…)

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CARA FELICITA’

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Di Noemi Martarello

L’ “industria della felicità”. Potrebbe essere sussunto sotto questo nome il proliferare di mezzi ed esperienze che negli ultimi anni stanno esplodendo ovunque, nel tentativo di raggiungere quell’unico obiettivo. Eppure in realtà non si fa altro che immergersi nel consumismo del benessere, senza più riuscire a comprendere quale sia la distinzione tra i due stati.  (altro…)

PERCHE’ FILOSOFIA: L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DI UN PENSIERO VIVO

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di Noemi Martarello

L’aria rinfresca, la luce si indora, l’estate finisce e riaprono i battenti di scuole e università, le segreterie si riempiono della giovane confusione di ragazzi che portano i moduli compilati con le loro iscrizioni. Ma questo non nella segreteria della facoltà di Filosofia, che registra da anni un drammatico calo.
In una realtà sempre più tecnicizzata, e nello scenario di crisi economica in cui ci si trova a vivere da sei anni a questa parte, iscriversi ad una facoltà umanistica sembra quasi anacronistico. Si punta su Economia, Ingegneria, Medicina e Biotecnologie. Facoltà matematico-scientifiche, che si suppone garantiranno un lavoro, un appiglio nel mare magnum della, ormai disperata, ricerca di un posto di lavoro.
“Perché filosofia?”, dunque? Una risposta univoca, ovviamente, non c’è. Anzitutto perché la filosofia non “si fa”. Non si insegna, né si impara. La si vive. O almeno, così dovrebbe essere. È però vero che troppo spesso la filosofia viene ridotta a materia, anzitutto durante il percorso di studi superiori: si sistemano in ordine cronologico gli autori maggiori, si spiegano i capisaldi del loro pensiero e via, si passa oltre. Qualcosa di simile, purtroppo, avviene anche all’interno degli atenei: si insegna la storia della filosofia, in maniera approfondita, sviscerando il pensiero di un determinato autore, e poco di più. (altro…)