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Tag Archives: Marx

PERCHE’ FILOSOFIA: L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DI UN PENSIERO VIVO

 filosofia

di Noemi Martarello

L’aria rinfresca, la luce si indora, l’estate finisce e riaprono i battenti di scuole e università, le segreterie si riempiono della giovane confusione di ragazzi che portano i moduli compilati con le loro iscrizioni. Ma questo non nella segreteria della facoltà di Filosofia, che registra da anni un drammatico calo.
In una realtà sempre più tecnicizzata, e nello scenario di crisi economica in cui ci si trova a vivere da sei anni a questa parte, iscriversi ad una facoltà umanistica sembra quasi anacronistico. Si punta su Economia, Ingegneria, Medicina e Biotecnologie. Facoltà matematico-scientifiche, che si suppone garantiranno un lavoro, un appiglio nel mare magnum della, ormai disperata, ricerca di un posto di lavoro.
“Perché filosofia?”, dunque? Una risposta univoca, ovviamente, non c’è. Anzitutto perché la filosofia non “si fa”. Non si insegna, né si impara. La si vive. O almeno, così dovrebbe essere. È però vero che troppo spesso la filosofia viene ridotta a materia, anzitutto durante il percorso di studi superiori: si sistemano in ordine cronologico gli autori maggiori, si spiegano i capisaldi del loro pensiero e via, si passa oltre. Qualcosa di simile, purtroppo, avviene anche all’interno degli atenei: si insegna la storia della filosofia, in maniera approfondita, sviscerando il pensiero di un determinato autore, e poco di più. (altro…)

MORTE ED ETERNITA’ DEL CAPITALISMO (terza parte)

Capitalismo

Di Gianfranco Giudice

La tesi che noi sosteniamo, costituendo l’anima stessa della presente ricerca, è che il capitalismo pensi sé stesso come eterno, ma sarebbe meglio dire non può che pensare sé stesso come eterno. Dal punto di vista logico e non meramente ideologico, come possiamo sostenere una tesi del genere? Non ci interessa infatti l’aspetto puramente politico e ideologico della questione, e neppure culturale; quel che vogliamo comprendere è il presupposto formale, trascendentale, del paradigma capitalistico, sulla base del quale si è imposta l’idea della insuperabilità del modo di produzione capitalistico e la chiusura dell’attuale orizzonte storico all’interno del paradigma medesimo. (altro…)

MORTE ED ETERNITA’ DEL CAPITALISMO (prima parte)

fine del capitalismo

Di Gianfranco Giudice

Prendiamo le mosse dalla tesi del filosofo Emanuele Severino, secondo il quale il destino inevitabile del capitalismo è il tramonto e la fine, così come è avvenuto con tutti gli altri immutabili della tradizione dell’Occidente. La tesi severiniana sembrerebbe dunque chiudere subito il nostro discorso, che si propone invece di indagare il postulato di eternità riguardo al modo di produzione capitalistico, fermo restando che se il capitalismo pensa sé medesimo come eterno, ciò non implica necessariamente che questo lo sia effettivamente. Tuttavia la discussione sarebbe segnata fin dal principio se Severino avesse ragione, perché a fronte di una convinzione che va in una direzione, la logica delle cose andrebbe in tutt’altra direzione. Per questa ragione la tesi di Severino merita di essere discussa in via preliminare nella nostra ricerca. (altro…)

DIEGO FUSARO: INTERVISTA SU FILOSOFIA E FUTURO

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Intervista a cura di  Andrea Pollastri

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  1. Gentilissimo Diego Fusaro, a seguito dell’attuale crisi del sistema capitalistico moderno, hai coniato i termini di “nichilismo della fretta”, “desertificazione dell’avvenire” e l’immagine della “fuga temporis”. Temi che ritroviamo nel tuo libro “Essere senza tempo”. Potresti illustrare quale significato hanno questi concetti e da che tipo di riflessione hanno avuto origine?

A partire dalla data epocale del 1989, il futuro come orizzonte progettuale sembra essersi tragicamente estinto: non viviamo più in nome del futuro, ma in nome del presente stesso, che tende a farsi intrusivo, totale, onnipresente, eterno. La freccia del tempo storico pare essersi bloccata lungo il suo tragitto: la storia stessa, con il suo incessante fluire, sembra essersi improvvisamente congelata (e quello dell’“end of history” pare essere il ritornello ossessivo che viene urbi et orbi ripetuto). Questa eternizzazione del presente si accompagna a una raggelante desertificazione dell’avvenire. E non di meno continuiamo ad affrettarci: le nostre vite sono prosciugate dai ritmi elettrizzanti della produzione e del consumo. È questa l’assurdità del nostro tempo, il suo più grande paradosso. (altro…)

LA SITUAZIONE SIRIANA: INTERVISTA AL FILOSOFO DIEGO FUSARO

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Intervista a cura di Andrea Pollastri

  1. Gentile Diego Fusaro, per quanto riguarda l’attuale situazione in Siria, tu sei stato uno dei pochi che, coraggiosamente, hai parlato di un’ “opera di demonizzazione”. In che senso?

 L’ho detto e l’ho anche scritto in tempi non sospetti, nel mio lavoro Minima mercatalia. Filosofia e capitalismo (2012). Armi chimiche, armi di distruzione di massa, violazione dei diritti umani: queste accuse – nello scenario post-1989 – sono immancabilmente la copertura mediatica che prepara ideologicamente l’opinione pubblica alla necessità del bombardamento, sempre in nome dei diritti umani e della democrazia (la solita foglia di fico per occultare la natura imperialistica delle aggressioni statunitensi). L’apparato dell’industria culturale si è già mobilitato, complici il clero giornalistico e il main stream mediatico: e l’ha fatto diffamando in ogni maniera lo Stato siriano, in modo da porre in essere, a livello di opinione pubblica, le condizioni per il necessario bombardamento umanitario. Non è certo un caso che Assad sia stato presentato come il nuovo Hitler, in modo da legittimare il “modello Hiroshima”, cioè il bombardamento come “male necessario”. (altro…)