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Tag Archives: Husserl

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IL TEMPO NELLA CURA DEI RICORDI TRAUMATICI

Di Primavera Fisogni

Abstract

Metodica psicologica impiegata con successo nella cura dei disturbi post traumatici da stress (Ptsd), l’Emdr (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) rielabora con modalità adattiva contenuti presenti nella memoria in modo disadattivo. Validata da un gran numero di studi empirici, a partire dalla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, la metodica non è debitamente supportata da studi teorici che ne esplorino i fondamenti antropologici: in particolare, va chiarito se l’azione rigenerativa del ricordo, a cui segue un beneficio per il paziente, sia da addurre soltanto alle ricadute neurovegetative e agli effetti biochimici provocati dalle reti neurali, eccitate dal movimento oculare o dai tamburellamenti praticati sul paziente. Oppure, se gli esiti benefici siano da inquadrare in una cornice antropologica più complessiva. In questo articolo si intende portare alla luce la specifica temporalità della memoria a cui si volge, retrospettivamente e intenzionalmente, la persona. Muovendo dalla teoria dell’attenzione elaborata da E. Husserl, in cui si dà una decisiva interazione di tempo e senso, viene ipotizzata un’affinità con il procedere dell’Emdr. In pratica, l’attività interpretativa riapre il vissuto del ricordo, non soltanto la mera rappresentazione di esso, riportando alla luce componenti non-conscie, entro specifici frammenti temporali. A differenza dell’inconscio, a cui S. Freud assegna un carattere a-temporale, l’Emdr evidenzia una continuità dell’esperienza cronologica, che richiama l’intuizione fenomenologica indagata da M. Scheler nel saggio “Pentimento e rinascita”. Il risultato esorta al dialogo tra Emdr e filosofia della persona: la metodica ne trarrebbe robustezza teorica, mentre la fenomenologia beneficerebbe, nel suo processo di riduzione, dei suggestivi riscontri empirici. (altro…)

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L'”ALIENAZIONE” NELLA FILOLOGIA CLASSICA

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Di Sandro De Fazi

1. Il lavoro filologico, sia a parte obiecti (i segni oggetto del vaglio) sia a parte subiecti (la sensibilità peculiare del filologo) va decantato da tutto quell’armamentario di inutilizzabile (perché inutile) tecnicismo asfittico, che aveva per esempio fatto parafrasare a Ettore Romagnoli la sentenza antipunica di Catone il Censore: Ceterum censeo philologiam esse delendam. E allontanare Nietzsche dall’ambiente pedante dell’accademia dove fu avversato proprio da Wilamowitz-Moellendorff, in seguito alla pubblicazione de Le origini della tragedia dallo spirito della musica.

Wagner fu nemico tenace di Wilamowitz, il più grande grecista della sua epoca, autore dell’erudita Introduzione alla tragedia greca ma senza che si cogliesse lo spirito dell’antichità nel suo “mostruoso” apparato di note e citazioni. Analoga accusa gli fu mossa da Giuseppe Fraccaroli e ancora da Romagnoli, soprattutto per ragioni di ordine estetico (scarsa sensibilità artistica). Secondo Nietzsche, la filologia doveva possedere requisiti di spessore filosofico e umano. Pascoli a sua volta si schierò contro questa forma di insensibilità, riverberantesi dall’educazione universitaria fin nel mondo della scuola che allora (e per molti decenni successivi) privilegiava lo studio della grammatica con scarsa o inesistente attenzione al pensiero dello scrittore. (altro…)

INTRODUZIONE ALLA FENOMENOLOGIA DI HUSSERL (seconda parte)

Husserl

 Di Piergiorgio Scilironi

Tenendo presente quanto ora chiarito a proposito della coscienza e della sua più propria caratteristica, consideriamo con più attenzione la proposta husserliana. Si è detto dell’esigenza di una filosofia che a partire dal piano dell’ evidenza proponga una gnoseologia libera da ogni preconcetto.

Poiché nulla è altrettanto indubitabilmente evidente dell’esperienza sensibile (o intuizione sensibile che dir si voglia), il primo piano da cui partire sarà quello della estetica trascendentale fenomenologica: si tratta cioè, anzitutto, di soddisfare il quesito relativo alla costituzione dell’evidenza esperienziale, della datità percepita a monte di ogni ulteriore concettualizzazione5. Poniamoci dunque ad osservare la dinamica percettiva, esplicitandone anzitutto le caratteristiche generali. (altro…)

INTRODUZIONE ALLA FENOMENOLOGIA DI HUSSERL (prima parte)

Husserl

 Di Piergiorgio Scilironi

La fenomenologia husserliana rappresenta uno dei capisaldi della filosofia del Novecento e agisce come stimolo sullo sviluppo del pensiero di numerosi e autorevoli filosofi e studiosi, spesso – come nel caso di Heidegger, per anni suo assistente, e, più tardi di Merleau-Ponty e Sartre – decisamente più noti al pubblico di quanto lo sia Husserl stesso. Questa sorta di “ingiustizia” storico culturale può avere, del resto, motivazioni oggettive, estranee alla natura del pensiero del filosofo ed inerenti piuttosto a rilievi di tipo storico, pratico e documentaristico. Nato in Boemia nel 1859, di origini ebraiche, Husserl vive i suoi ultimi anni in un clima a lui decisamente sfavorevole: il nazionalsocialismo, infatti, lo priva di quel giusto riconoscimento accademico che gli spetta, estromettendolo progressivamente dalla vita culturale del paese e pone in ombra il suo pensiero, privandolo della possibilità di divulgare opinioni filosofiche apertamente conflittuali rispetto al panorama socio politico a lui coevo. (altro…)