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Tag Archives: Gianfranco Giudice

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L’ESAME DI MATURITA’. ULTERIORE RIFLESSIONE

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di Gianfranco Giudice

L’esame di Stato è il coronamento della formazione scolastica di un ragazzo. Dunque osserviamo da vicino quello che accade in una commissione chiamata a giudicare e a certificare quella che un tempo si chiamava con termine altisonante maturità. Da oltre un decennio le commissioni di maturità sono costituite da membri esterni ed interni con un presidente esterno, a parte una brevissima parentesi che ha visto all’inizio degli anni 2000 tutta la commissione formata da commissari interni. L’emblema di queste commissioni sono le griglie, perché queste dovrebbero garantire una oggettiva valutazione dei ragazzi che si troveranno ad affrontare tre prove scritte e un colloquio orale: valutazione e oggettività sottratte ad ogni arbitrio ed improvvisazione impressionistica come accadeva coi nostri vecchi insegnanti; perché valutare è una cosa seria ed è certo diversa da misurare. Del resto esiste un fior fiore di scienza, la docimologia, che garantisce da un punto di vista epistemologico tutto questo. I docenti guidati dai presidi, pardon dai dirigenti scolastici, perché oggi si chiamano così, si esercitano da anni in questa raffinata scienza pedagogica che farebbe invidia alle più dotte accademie del passato, il cui obiettivo supremo è valutare in modo scientifico ed oggettivo la preparazione degli studenti. (altro…)

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MATTEO RENZI 2014: IL TRIONFO E LA ‘CURA TEDESCA’

Adesso! Matteo Renzi per le primarie del Partito DemocraticoDi Gianfranco Giudice

La politica è passione, speranza, illusione, è un impasto di emozioni che muovono la coscienza collettiva. Il leader o il partito che è in grado di incarnare un tale impasto vince e Renzi ha stravinto le elezioni europee perché è stato in grado di incarnare tutto questo. (altro…)

LA STORIA DEL DIVORZIO IN ITALIA

34201095214aDi Gianfranco Giudice

Sono passati pochi giorni da quando la Corte Costituzionale ha definitivamente cancellato la legge 40 del 2004 che impediva la fecondazione eterologa, perché per la Suprema Corte quella norma andava contro alcuni fondamentali principi costituzionali. Il fatto è accaduto esattamente a quarant’anni dal 12 maggio 1974, quando con uno storico referendum i cittadini italiani dissero chiaramente no all’abrogazione della legge che nel 1970 per la prima volta introdusse in Italia il divorzio. La storia dell’introduzione del divorzio in Italia è efficacemente e sinteticamente ricostruita in un prezioso libro di Domenico Letizia, Storia della Lega italiana per il Divorzio (Europa Edizioni, 2014). (altro…)

ROBERTO POZZETTI E GIANFRANCO GIUDICE VIDEO DELLA CONFERENZA (ALZATE BRIANZA, 3 APRILE 2014)


roberto_pozzettihqdefaultSul nuovo 
canale youtube di Eidoteca il video integrale della conferenza del dottor Roberto Pozzetti e del professor Gianfranco Giudice “Le figure del desiderio e la crisi”, che si è tenuta ad Alzate Brianza il 3 aprile 2014 (moderatore Giancarlo Ferrario, direttore del Giornale di Erba e Merate). La conferenza di Pozzetti e Giudice è il quarto appuntamento del ciclo di conferenzePrendila con filosofia – vivere filosoficamente il tempo della crisi organizzato da Eidoteca e BCC Banca Credito Cooperativo Alta Brianza. (altro…)

CRONACHE DEL BERLUSCONISMO (GIULIO CONTI)

Cronache del Berlusconismo

Di Gianfranco Giudice

Guardare al ventennio berlusconiano, tutt’altro che concluso, con le lenti dell’analisi scientifica oltre le rappresentazioni superficiali ed impressionistiche che circolano per lo più, è il compito che si propone il volume Cronache del berlusconismo, a cura di Giulio Conti (edizioni di Lotta comunista, Milano 2014).

[IL LIBRO VIENE PRESENTATO A COMO VENERDI’ 14 FEBBRAIO ALLE ORE 20.45, PRESSO LA SALA BIBLIOTECA DELL’ISTITUTO DI STORIA CONTEMPORANEA PIER AMATO PERRETTA, IN VIA BRAMBILLA 39]

(altro…)

IL TEMPO DI RENZI

Renzi

Di Gianfranco Giudice

In politica il tempo è tutto, il tempo della decisione e quanto tempo si ha per decidere. In politica il tempo è tutto, perché non conta quel che si dice ma quando lo si dice. Il presente è il tempo di Renzi perché se già nel recente passato altri hanno giocato la carta dell’innovazione e del partito a vocazione maggioritaria, la carta della sinistra che va oltre la sinistra( pensiamo in proposito al Veltroni del 2008), solo oggi tutto ciò diventa pienamente spendibile nel mercato elettorale. Cosa caratterizza nella sua essenza politica il tempo presente? Credo che il presente sia contraddistinto dalla consumazione definitiva di ogni mediazione politica tra le istituzioni ed i cittadini, a cui segue la crisi finale di ogni organizzazione di partito strutturata. Dopo la crisi che portò nei primi anni ’90 alla fine della cosiddetta prima Repubblica, in qualche maniera hanno resistito, seppure con una massiccia iniezione di leaderismo favorita dalla logica del maggioritario, alcune strutture – partito tradizionali. Il solo movimento che si è allontanato completamente da quella tradizione pur conservandone qualche simulacro è stato quello di Berlusconi. (altro…)

DECADENZA BERLUSCONI. UNA PROFONDA ANALISI

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Di Gianfranco Giudice

Berlusconi non è più senatore dal 27 Novembre 2013, che senso politico ha questo fatto? Cosa ci dice del presente e del futuro? Anche per la politica vale quello che il grande storico francese Fernand Braudel diceva a proposito della storia, esiste un livello profondo nella dinamica storica che riguarda la lunga durata ed un livello superficiale che concerne invece gli eventi. In profondità i cambiamenti sono lentissimi, attraversano i secoli, mentre gli eventi di superficie si succedono velocissimi e ci fanno credere in un mutamento rivoluzionario continuo. (altro…)

MORTE ED ETERNITA’ DEL CAPITALISMO (terza parte)

Capitalismo

Di Gianfranco Giudice

La tesi che noi sosteniamo, costituendo l’anima stessa della presente ricerca, è che il capitalismo pensi sé stesso come eterno, ma sarebbe meglio dire non può che pensare sé stesso come eterno. Dal punto di vista logico e non meramente ideologico, come possiamo sostenere una tesi del genere? Non ci interessa infatti l’aspetto puramente politico e ideologico della questione, e neppure culturale; quel che vogliamo comprendere è il presupposto formale, trascendentale, del paradigma capitalistico, sulla base del quale si è imposta l’idea della insuperabilità del modo di produzione capitalistico e la chiusura dell’attuale orizzonte storico all’interno del paradigma medesimo. (altro…)

MORTE ED ETERNITA’ DEL CAPITALISMO (seconda parte)

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Di Gianfranco Giudice

Cosa ci dice dunque Severino? Che il capitalismo si regge sullo squilibrio, sulla disuguaglianza, e che la radice della spinta al profitto è l’appetito, ovvero il desiderio; quest’ultimo punto è cruciale, perché se il desiderare costituisce il fondamento ontologico dell’essere umano, allora la radice della spinta al profitto che costituisce l’essenza stessa del capitalismo, starebbe nell’ontologia medesima dell’essere umano inteso come essere desiderante.

La tecnica è per Severino capacità infinita di realizzare scopi, qualsiasi scopo; “ la logica della democrazia e del capitalismo è certo più congruente alla logica della scienza e della tecnica di quanto non lo sia la logica filosofica del marxismo “ ( Ivi, p. 127 ). Noi riteniamo che la logica del capitalismo non solo sia “ più congruente”, bensì sia la più coerente traduzione storica, effettuale, della logica della scienza e della tecnica, pur essendo il capitalismo in quanto tale distinto dalla tecnica. (altro…)

MORTE ED ETERNITA’ DEL CAPITALISMO (prima parte)

fine del capitalismo

Di Gianfranco Giudice

Prendiamo le mosse dalla tesi del filosofo Emanuele Severino, secondo il quale il destino inevitabile del capitalismo è il tramonto e la fine, così come è avvenuto con tutti gli altri immutabili della tradizione dell’Occidente. La tesi severiniana sembrerebbe dunque chiudere subito il nostro discorso, che si propone invece di indagare il postulato di eternità riguardo al modo di produzione capitalistico, fermo restando che se il capitalismo pensa sé medesimo come eterno, ciò non implica necessariamente che questo lo sia effettivamente. Tuttavia la discussione sarebbe segnata fin dal principio se Severino avesse ragione, perché a fronte di una convinzione che va in una direzione, la logica delle cose andrebbe in tutt’altra direzione. Per questa ragione la tesi di Severino merita di essere discussa in via preliminare nella nostra ricerca. (altro…)