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Tag Archives: Emanuele Severino

MORTE ED ETERNITA’ DEL CAPITALISMO (terza parte)

Capitalismo

Di Gianfranco Giudice

La tesi che noi sosteniamo, costituendo l’anima stessa della presente ricerca, è che il capitalismo pensi sé stesso come eterno, ma sarebbe meglio dire non può che pensare sé stesso come eterno. Dal punto di vista logico e non meramente ideologico, come possiamo sostenere una tesi del genere? Non ci interessa infatti l’aspetto puramente politico e ideologico della questione, e neppure culturale; quel che vogliamo comprendere è il presupposto formale, trascendentale, del paradigma capitalistico, sulla base del quale si è imposta l’idea della insuperabilità del modo di produzione capitalistico e la chiusura dell’attuale orizzonte storico all’interno del paradigma medesimo. (altro…)

MORTE ED ETERNITA’ DEL CAPITALISMO (seconda parte)

fine del capitalismo 2

Di Gianfranco Giudice

Cosa ci dice dunque Severino? Che il capitalismo si regge sullo squilibrio, sulla disuguaglianza, e che la radice della spinta al profitto è l’appetito, ovvero il desiderio; quest’ultimo punto è cruciale, perché se il desiderare costituisce il fondamento ontologico dell’essere umano, allora la radice della spinta al profitto che costituisce l’essenza stessa del capitalismo, starebbe nell’ontologia medesima dell’essere umano inteso come essere desiderante.

La tecnica è per Severino capacità infinita di realizzare scopi, qualsiasi scopo; “ la logica della democrazia e del capitalismo è certo più congruente alla logica della scienza e della tecnica di quanto non lo sia la logica filosofica del marxismo “ ( Ivi, p. 127 ). Noi riteniamo che la logica del capitalismo non solo sia “ più congruente”, bensì sia la più coerente traduzione storica, effettuale, della logica della scienza e della tecnica, pur essendo il capitalismo in quanto tale distinto dalla tecnica. (altro…)

MORTE ED ETERNITA’ DEL CAPITALISMO (prima parte)

fine del capitalismo

Di Gianfranco Giudice

Prendiamo le mosse dalla tesi del filosofo Emanuele Severino, secondo il quale il destino inevitabile del capitalismo è il tramonto e la fine, così come è avvenuto con tutti gli altri immutabili della tradizione dell’Occidente. La tesi severiniana sembrerebbe dunque chiudere subito il nostro discorso, che si propone invece di indagare il postulato di eternità riguardo al modo di produzione capitalistico, fermo restando che se il capitalismo pensa sé medesimo come eterno, ciò non implica necessariamente che questo lo sia effettivamente. Tuttavia la discussione sarebbe segnata fin dal principio se Severino avesse ragione, perché a fronte di una convinzione che va in una direzione, la logica delle cose andrebbe in tutt’altra direzione. Per questa ragione la tesi di Severino merita di essere discussa in via preliminare nella nostra ricerca. (altro…)