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Tag Archives: Dickens

E’ NATALE, OVVERO E’ COME SE LO FOSSE

 

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Di Andrea Giardina

Si entra nella terra della citazione (e non dell’eccitazione), quando si “respira” l’aria di natale. Il testo di riferimento è il “bianco natale” nordico attraverso la combinata rilettura Dickens-Disney-Coca Cola-Folklore teutonico. Scintillii, sfolgoranti giochi di luce, renne che sfrecciano nel “coelum stellatum”, babbinatale ovunque, e poi mercatini con gingilli lanosi e lampade di sinistra e salumi e formaggi nostrani (sempre per alternativi) ; e neve, artificialissima, spruzzata qua e là, surrogata dal polistirolo, richiamata per analogia dalle piste ghiacciate per pattinatori che sostituiscono le piazze lastricate. Insomma sono giorni in cui quasi tutti dobbiamo giocare al “come se”: si finisce con l’ammettere che le voci pastose dei crooners intonanti “White Christmas”, i fiocchi e le scatole coloratissimi, i lacerti d’abete con palle rosse facciano atmosfera di attesa, di febbrile gioia, di biscottino, di famigliola (o, ahimè, famiglione) ricompattata e immemore, felicemente chiassosa attorno all’albero, mentre fuori regnano le nuvole basse e le lingue insidiose della glaciazione. (altro…)

LA NOTTE DI NATALE

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Di Davide Banis

Germania, dicembre 1941. Adolf Hitler presiede la festa di Natale del Partito Nazista a Monaco di Baviera. L’evento è documentato dal “fotografo a colori” del Reich, Hugo Jaeger.
Le tradizionali celebrazioni cristiane sono ormai state completamente denaturate e nazificate da Hitler che non può accettare di festeggiare la nascita di un bambino ebreo in una mangiatoia.
Adesso i ragazzi del volk ricevono i regali dal dio Odino, le massaie tedesche sfornano biscotti e leccornie a forma di svastica e sugli alberi di Natale, al posto delle consuete decorazioni, compaiono delle ridicole statuine che raffigurano il Führer il persona. Il tentativo è quello di neo-paganizzare la festività.

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Allo stesso modo, negli anni della guerra fredda, l’Unione Sovietica rilancerà in funzione anti-occidentale la figura di Nonno Gelo, l’equivalente russo di Babbo Natale; ma gli americani non stanno di certo a guardare e, mediante la Coca Cola, creano con Santa Claus un mito della contemporaneità che dura fino ad oggi, uno straordinario fenomeno di marketing che vede la sua ultima tappa nella campagna pubblicitaria di quest’anno in cui Santa Claus medesimo ci saluta con un sorprendente “Anche io credo in voi!” (altro…)