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Tag Archives: Davide Banis

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LA TV SUPERCANNIBALE, OVVERO LA TV CANNIBALE UN ANNO DOPO

TV: RIPARTONO I TALK, E' SUBITO SFIDA GIANNINI-FLORIS

Di Davide Banis

Una buona notizia per i sadomasochisti italiani: in televisione sono ricominciati i talk show. Nemmeno io me n’ero accorto ma l’altra sera ho acceso su La7 e mi sono ritrovato il faccione di Maurizio Sacconi con una benda sull’occhio mentre parlava dell’articolo 18. Non c’erano più dubbi. Il circo (mediatico) era tornato in città.
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100 HAPPY DAYS OF GOVERNO RENZI

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[https://www.facebook.com/bvillepublications]

I primi cento giorni del governo Renzi sono oramai passati da qualche tempo e nulla sembra essere cambiato in Italia. A parte l’elemosina cesarista di ottanta euro, matteo@governo.it – così meriterebbe di essere ricordato dai posteri – non ha infatti concluso sostanzialmente nulla. In compenso, nel frattempo, ha vinto un’elezione europea con quasi il 41% dei consensi e ha celebrato ogni giorno della sua premiership come se fosse uno di quegli “happy day” che vanno di moda su Facebook. (altro…)

MITOLOGIA DELLA RICCHEZZA. The Wolf of Wall Street e Il Capitale Umano

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Di Davide Banis

“Il denaro, sterco del demonio” (Lutero)

Il Charging Bull, la scultura raffigurante un toro nell’atto della carica, collocata presso il Bowling Green Park di New York, è stata realizzata dall’artista siciliano Antonio Di Modica nel 1989 per celebrare la forza e la speranza grazie a cui gli USA stavano provando a risollevarsi dopo il crack finanziario del 1987; le spese di costruzione, sia detto per inciso, furono di circa 360.000 dollari e vennero sostenute interamente dal suo autore.
In ogni caso, il toro che, a testa bassa, si prepara ad incornare le sue vittime, è oramai una stella fissa dell’immaginario finanziario, un riferimento simbolico molto importante per Wall Street, quel mondo parallelo che ha fatto dell’evanescenza e dell’impalpabilità due dei suoi cavalli di battaglia.
La possente e virile muscolatura taurina scolpisce infatti plasticamente quell’inafferrabile galassia pulviscolare di numeri che sono i soldi fatti in Borsa: dà un volto, quello della bestia scatenata, a quegli anonimi e impersonali “Mercati” di cui sentiamo parlare durante i telegiornali. (altro…)

LA NOTTE DI NATALE

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Di Davide Banis

Germania, dicembre 1941. Adolf Hitler presiede la festa di Natale del Partito Nazista a Monaco di Baviera. L’evento è documentato dal “fotografo a colori” del Reich, Hugo Jaeger.
Le tradizionali celebrazioni cristiane sono ormai state completamente denaturate e nazificate da Hitler che non può accettare di festeggiare la nascita di un bambino ebreo in una mangiatoia.
Adesso i ragazzi del volk ricevono i regali dal dio Odino, le massaie tedesche sfornano biscotti e leccornie a forma di svastica e sugli alberi di Natale, al posto delle consuete decorazioni, compaiono delle ridicole statuine che raffigurano il Führer il persona. Il tentativo è quello di neo-paganizzare la festività.

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Allo stesso modo, negli anni della guerra fredda, l’Unione Sovietica rilancerà in funzione anti-occidentale la figura di Nonno Gelo, l’equivalente russo di Babbo Natale; ma gli americani non stanno di certo a guardare e, mediante la Coca Cola, creano con Santa Claus un mito della contemporaneità che dura fino ad oggi, uno straordinario fenomeno di marketing che vede la sua ultima tappa nella campagna pubblicitaria di quest’anno in cui Santa Claus medesimo ci saluta con un sorprendente “Anche io credo in voi!” (altro…)

LA TV CANNIBALE

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Di Davide Banis

In un anno, ogni anno, cambiano sempre molte cose. E anche il 2013, che politicamente si era aperto nella speranza del cambiamento in vista del duplice appuntamento delle elezioni, politiche e del presidente della Repubblica, si sta alla fine concludendo nel minestrone annacquato delle larghe intese in cui a galleggiare meglio sono poi le verdure più marce. A noi non resta che trangugiare. (altro…)

LA TEORIA DEL COMPLOTTO

Di Davide Banis

Adolf-HitlerL’8 novembre 1939 il falegname Georg Elser piazza una bomba ad orologeria vicino al palco dove Adolf Hitler terrà un comizio. Ma quel giorno il Fuhrer, a causa del maltempo, deve tornare a Berlino in treno anziché in aereo come era stato previsto. Di conseguenza il suo discorso è molto più breve del consueto.
La bomba esplode puntualmente e distrugge tutto. Sette minuti dopo che Hitler ha lasciato la stanza.

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