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Category Archives: Storia

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DECADENZA BERLUSCONI. UNA PROFONDA ANALISI

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Di Gianfranco Giudice

Berlusconi non è più senatore dal 27 Novembre 2013, che senso politico ha questo fatto? Cosa ci dice del presente e del futuro? Anche per la politica vale quello che il grande storico francese Fernand Braudel diceva a proposito della storia, esiste un livello profondo nella dinamica storica che riguarda la lunga durata ed un livello superficiale che concerne invece gli eventi. In profondità i cambiamenti sono lentissimi, attraversano i secoli, mentre gli eventi di superficie si succedono velocissimi e ci fanno credere in un mutamento rivoluzionario continuo. (altro…)

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ERBA, I SUOI TRENI E LE SUE STAZIONI (STEFANO E ALBERTO RIPAMONTI)

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Di Luigi Torriani

È uscita in questi giorni una bellissima monografia sulla stazione ferroviaria di Erba: “Erba, i suoi treni e le sue stazioni. Breve storia dall’inaugurazione della ferrovia ai giorni nostri (1879-2013)” (Youcanprint, pagg. 134, euro 16,50) di Stefano e Alberto Ripamonti. (altro…)

LA PASSIONE DI NEAPOLIS

neapolisDi Domenico Letizia

La forza di un romanzo – la sua efficacia – sta prima di tutto nella capacità di trasmettere passione, la si scopre nelle singole lettere e nelle parole che diventano stati d’animo, e le pagine si trasformano in spicchi di vita e di esistenza. (altro…)

MORTE ED ETERNITA’ DEL CAPITALISMO (seconda parte)

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Di Gianfranco Giudice

Cosa ci dice dunque Severino? Che il capitalismo si regge sullo squilibrio, sulla disuguaglianza, e che la radice della spinta al profitto è l’appetito, ovvero il desiderio; quest’ultimo punto è cruciale, perché se il desiderare costituisce il fondamento ontologico dell’essere umano, allora la radice della spinta al profitto che costituisce l’essenza stessa del capitalismo, starebbe nell’ontologia medesima dell’essere umano inteso come essere desiderante.

La tecnica è per Severino capacità infinita di realizzare scopi, qualsiasi scopo; “ la logica della democrazia e del capitalismo è certo più congruente alla logica della scienza e della tecnica di quanto non lo sia la logica filosofica del marxismo “ ( Ivi, p. 127 ). Noi riteniamo che la logica del capitalismo non solo sia “ più congruente”, bensì sia la più coerente traduzione storica, effettuale, della logica della scienza e della tecnica, pur essendo il capitalismo in quanto tale distinto dalla tecnica. (altro…)

SILENZI, AMICIZIE, AMORI. UN ROMANZO DI SANDRO DE FAZI

De Fazi libro

Di Andrea Giardina

Che libro è “Ti scrivo brevemente per chiederti scusa dei miei silenzi” di Sandro De Fazi (Edizioni Libreria Croce)? Se diamo retta al sottotitolo potremmo pensarlo come la biografia di Gaetano Dimatteo, uno dei maggiori pittori italiani contemporanei. Un saggio allora? O, forse, come ci suggerisce l’autore, un romanzo? A conti fatti, né l’una né l’altra cosa. Nel solco di una tradizione recente ma già consolidata (che ha in figure come Sebald il punto d’avvio), quello di De Fazi è un pastiche di riflessioni, narrazioni, inserti dialogici, lettere, che si muovono seguendo il flusso della divagazione. (altro…)

MORTE ED ETERNITA’ DEL CAPITALISMO (prima parte)

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Di Gianfranco Giudice

Prendiamo le mosse dalla tesi del filosofo Emanuele Severino, secondo il quale il destino inevitabile del capitalismo è il tramonto e la fine, così come è avvenuto con tutti gli altri immutabili della tradizione dell’Occidente. La tesi severiniana sembrerebbe dunque chiudere subito il nostro discorso, che si propone invece di indagare il postulato di eternità riguardo al modo di produzione capitalistico, fermo restando che se il capitalismo pensa sé medesimo come eterno, ciò non implica necessariamente che questo lo sia effettivamente. Tuttavia la discussione sarebbe segnata fin dal principio se Severino avesse ragione, perché a fronte di una convinzione che va in una direzione, la logica delle cose andrebbe in tutt’altra direzione. Per questa ragione la tesi di Severino merita di essere discussa in via preliminare nella nostra ricerca. (altro…)

DIEGO FUSARO: INTERVISTA SU FILOSOFIA E FUTURO

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Intervista a cura di  Andrea Pollastri

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  1. Gentilissimo Diego Fusaro, a seguito dell’attuale crisi del sistema capitalistico moderno, hai coniato i termini di “nichilismo della fretta”, “desertificazione dell’avvenire” e l’immagine della “fuga temporis”. Temi che ritroviamo nel tuo libro “Essere senza tempo”. Potresti illustrare quale significato hanno questi concetti e da che tipo di riflessione hanno avuto origine?

A partire dalla data epocale del 1989, il futuro come orizzonte progettuale sembra essersi tragicamente estinto: non viviamo più in nome del futuro, ma in nome del presente stesso, che tende a farsi intrusivo, totale, onnipresente, eterno. La freccia del tempo storico pare essersi bloccata lungo il suo tragitto: la storia stessa, con il suo incessante fluire, sembra essersi improvvisamente congelata (e quello dell’“end of history” pare essere il ritornello ossessivo che viene urbi et orbi ripetuto). Questa eternizzazione del presente si accompagna a una raggelante desertificazione dell’avvenire. E non di meno continuiamo ad affrettarci: le nostre vite sono prosciugate dai ritmi elettrizzanti della produzione e del consumo. È questa l’assurdità del nostro tempo, il suo più grande paradosso. (altro…)

PARISINA COMPIE CENT’ANNI. L’opera servì a riconciliare d’Annunzio e Mascagni

aadi Maria Orsola Castelnuovo

(immagine: Andrea Gastaldi, Sogno di Parisina)

Quest’anno ricorre il centenario della prima rappresentazione dell’opera “Parisina”, composta da Pietro Mascagni su libretto di Gabriele d’Annunzio. Chi conosce la storia della musica italiana sa che Mascagni compose la Parisina, ma difficilmente qualcuno – tranne gli addetti ai lavori – ricorda la data della sua uscita. A me è capitato di imbattermi in essa per una serie di circostanze. (altro…)

LA SITUAZIONE SIRIANA: INTERVISTA AL FILOSOFO DIEGO FUSARO

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Intervista a cura di Andrea Pollastri

  1. Gentile Diego Fusaro, per quanto riguarda l’attuale situazione in Siria, tu sei stato uno dei pochi che, coraggiosamente, hai parlato di un’ “opera di demonizzazione”. In che senso?

 L’ho detto e l’ho anche scritto in tempi non sospetti, nel mio lavoro Minima mercatalia. Filosofia e capitalismo (2012). Armi chimiche, armi di distruzione di massa, violazione dei diritti umani: queste accuse – nello scenario post-1989 – sono immancabilmente la copertura mediatica che prepara ideologicamente l’opinione pubblica alla necessità del bombardamento, sempre in nome dei diritti umani e della democrazia (la solita foglia di fico per occultare la natura imperialistica delle aggressioni statunitensi). L’apparato dell’industria culturale si è già mobilitato, complici il clero giornalistico e il main stream mediatico: e l’ha fatto diffamando in ogni maniera lo Stato siriano, in modo da porre in essere, a livello di opinione pubblica, le condizioni per il necessario bombardamento umanitario. Non è certo un caso che Assad sia stato presentato come il nuovo Hitler, in modo da legittimare il “modello Hiroshima”, cioè il bombardamento come “male necessario”. (altro…)

I “FRA MARTINO” DEL TERZO MILLENNIO: Giovani impegnati a salvare l’arte campanaria manuale

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Di Maria Orsola Castelnuovo

La Diocesi di Milano vanta un’associazione che da oltre cinque anni si preoccupa di ripristinare il suono manuale delle campane che ancora trovano posto sulle torri delle chiese, oppure di continuare a conservarlo là dove non si è ancora sostituito completamente con quello elettrificato e pertanto vigono le corde e le tastiere, a testimoniare un’epoca che andrebbe del tutto concludendosi se non ci fosse appunto l’intervento di questi sostenitori della tradizione.

Quando si parla di tradizione, subito viene allo spirito la massa folcloristica dei vecchietti che, alle sagre di paese in costume più o meno autentico, espletano attività artigianali ormai fuori uso; oppure gruppi di giovani, ugualmente in costume, che ballano e cantano per revocare qualcosa che però resta molte volte legato allo spettacolo ed è quindi privo di sostanza. (altro…)