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Category Archives: Letteratura / Narrativa

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“ANDARE A PIEDI. FILOSOFIA DEL CAMMINARE”. Un libro di Frédéric Gros

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Di Sara Caon

“La libertà nel camminare è la libertà di non essere nessuno ed è anche la libertà di chi rinuncia”. Questo l’incipit del volume “Andare a piedi. Filosofia del camminare” (di Frédéric Gros, Garzanti 2013), da leggere tutto d’un fiato e rileggere, e rileggere ancora.

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FENOMENOLOGIA DEI RINGRAZIAMENTI LETTERARI NELLA NARRATIVA ITALIANA

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Di Luigi Torriani

Che senso hanno i ringraziamenti al termine di un libro? Perché uno scrittore sente il bisogno di ringraziare pubblicamente famigliari, amici, conoscenti, editor, scrittori, perfino cani e gatti? Per generosità, per senso di giustizia? O piuttosto per trovare un’ulteriore occasione di sfoggio della propria incontenibile vanità? Lui sa perché. Fenomenologia dei ringraziamenti letterari” di Carolina Cutolo e Sergio Garufi (Isbn Edizioni, pagg. 208, euro 14) è un libro prezioso, un libro da comprare e da leggere. Un libro che coglie un punto fondamentale: i ringraziamenti dello scrittore – con rare eccezioni – hanno qualcosa di grottesco, un tratto involontariamente comico, qualcosa di tristemente ridicolo perché hanno un sottotesto narcisistico che vede al centro non il ringraziato ma lo scrittore stesso. (altro…)

EMMAUS: PERENNE SCOPERTA TARDIVA

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Di Tamara Uraghi

Ho sempre pensato che i romanzi di Baricco non si potessero recensire, perché più che una storia raccontano magia, frammenti di verità e sensazioni. Qualcosa che non può essere riassunto e razionalizzato in poche parole. Insomma recensire Baricco va contro i miei principi.
Ma dopo aver letto tanti giudizi negativi su “Emmaus” (Feltrinelli 2009) mi sono trovata a prendere le sue difese. Questo libro viene accusato di essere “debole” e “il meno convincente” tra quelli del suo autore, ma mi trovo a dissentire. Concordo sulla particolarità dello stile, che sconfina dai tipici universi astratti descritti con delicatezza in Novecento, City e Castelli di Rabbia. Emmaus si può definire diverso, ma comunque forte e incisivo e con un messaggio ad attenderci sul finale. Non posso negare che le prime pagine mi hanno disorientata, portandomi ad avere dei dubbi sul romanzo, ma alla fine mi è giunto quasi all’improvviso l’entusiasmo. La storia non tratta banalmente dei problemi adolescenziali di quattro amici cattolici, bensì è la rivelazione di un mondo insicuro e artificiale, di una religione e un timor di Dio inculcati nella generazione dei ragazzi in modo assillante e ostinato e da uomini di chiesa spesso discutibili. L’io narrante, Luca, Bobby e Il Santo sono quattro amici credenti che si sono rifugiati nella fede e di questa hanno fatto il fulcro del loro legame. Dall’alto della loro fede si sentono autorizzati a giudicare gli altri , coloro che si destreggiano tra peccato, alcol, droga e sesso. (altro…)

L’ESAME DI MATURITA’. UNA FARSA ALL’ITALIANA

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Dopo anni di stanca e mediocremente disgustata osservazione, mi sono quasi convinto che lo scopo della “Maturità” sia l’italianissimo “lasciare tutto com’è”. L’esame (di stato), se riuscito, deve essere la conferma speculare della situazione di partenza, che è poi quella definita dal Consiglio di Classe negli ultimi collosi giorni di lezione. Nonostante un apparato da “dies irae”, teatralmente intimidatorio (la “blindatura” delle scuole ne è lo stigma più evidente), nonostante le trepidanti paure delle famigliole istigate dagli strombazzamenti dell’informazione giornalistica, tutto è organizzato per evitare qualsiasi scostamento da quel saldissimo punto di equilibrio. (altro…)

NOTE A MARGINE SU ALESSANDRO MANZONI

10565141_10203482534536212_3188428622791020711_nDi Sandro De Fazi

1. Passabilmente in questa sede è dato analizzare I promessi sposi solo individuando alcune linee portanti, perciò mi limiterò a poche riflessioni su determinati aspetti dell’opera, per le quali lo spunto mi è venuto dall’edizione Newton Compton 2014 della Quarantana (introduzione di Arnaldo Colasanti, a cura di Ferruccio Ulivi,  € 3,90), che si aggiunge alle altre in linea con l’iniziativa, ripresa da qualche tempo dalla casa editrice, di diffondere a basso prezzo classici della letteratura internazionale.
La storia filologica del testo è d’altronde complessa, un intrigo a sua volta romanzesco in cui è facile perdersi. Si fa presto a dire che Manzoni ha scritto tre volte lo stesso libro, ma bisogna prima di tutto decidere di quale romanzo stiamo parlando in quanto l’autore fece in definitiva tre romanzi, il primo strutturalmente molto diverso dagli altri due. La prima stesura intitolata (non da Manzoni) Fermo e Lucia ha inizio il 24 aprile 1821 e termina il 17 settembre 1823. Lo scartafaccio non aveva ancora un titolo. L’autore rivide il testo chiamandolo Gli sposi promessi ma lo pubblicò una prima volta col titolo I promessi sposi nel 1825-1827 e, in seguito, al 1840-42 è databile la pubblicazione definitiva de I promessi sposi. Storia milanese del secolo XVII scoperta e rifatta da Alessandro Manzoni. Le due edizioni poco o nulla hanno però a che fare col primo romanzo, che non è dunque da confondersi con Gli sposi promessi, anche se sarà questo il titolo successivamente (erroneamente) attribuito al Fermo e Lucia, che è la stesura più interessante proprio per i suoi “difetti”. Se conosciamo il Fermo e Lucia lo dobbiamo all’edizione di Giuseppe Lesca del 1915. D’altra parte “la critica a noi più vicina – scrive Giulio Ferroni – ha mostrato di preferire la forma più aperta, sperimentale e polemica del Fermo e Lucia alla più pacata sistemazione stilistica e ideologica dei Promessi Sposi” (Storia della letteratura italiana, vol. III, Dall’Ottocento al Novecento, Einaudi, 1991, p. 161). (altro…)

LA BAMBOLA

Di Lisa Lionello

vecchia-bambola-grUn piccolo corpo coperto di abbandono giace scomposto nel buio di una scatola.

È la bambola.

Mille sottilissimi serpenti la circondano in un groviglio che fa parte di lei. (altro…)

EIDOTECA COMPIE UN ANNO!!!!

396ae76d3e3fb1051baae40d06767e4dDi Luigi Torriani e Andrea Pollastri

Eidoteca compie un anno!

Siamo partiti il 30 aprile del 2013, con l’idea di creare una nostra rivista culturale che fosse il più possibile tradizionale nel senso alto del termine, il più possibile – qualcuno dirà – “vecchia”, almeno secondo certi canoni correnti e nell’epoca del nuovo a tutti i costi. Volevamo e vogliamo uno spazio di analisi e di riflessione con contributi ampi, solidi e lenti, per persone che hanno veramente voglia di leggere e di approfondire (ci sono ancora!), che non si accontentano di sfogliare o di spulciare e non si appagano delle solite – sterili – provocazioni che saturano da tempo la realtà di molti dibattiti “culturali”. (altro…)

«LA RAGIONE METAFISICA DEVE DARE SPAZIO DI VERITA’ ALLE PAROLE D’AMORE». Il filosofo Pinchard a Trento, su Dante ed Europa

 

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Di Sara Caon

«Mi curo del viso filosofico di Dante», queste le parole d’esordio di Bruno Pinchard, filosofo francese e visiting professor all’Università di Trento per un corso su “Teologia e femminilità in Dante”. Di Dante infatti tutto si può dire: se ne può parlare in termini filologici, storici, letterari, teologici. Ma, se esiste il “fenomeno Dante”, «anche il “fatto filosofico” dev’essere totale, se c’è», ha detto Pinchard. Tre sono i modi, diceva Etienne Gilson, per diventare pazzi: studiare Dante, studiare Shakespeare, studiare Rabelais. «Io – ha commentato Pinchard – sono sulla buona strada per diventarlo: studio infatti sia Dante che Rabelais». C’è stato però anche qualcuno che ha detto che sono proprio i pazzi a dare sapore al mondo.

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GEMELLI (dalla Rubrica DE SIDERIBUS. Astronomia e scienza secondo l’uomo)

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 Di Giorgio Mentasti

Una delle costellazioni più antiche per la mitologia occidentale e delle altre culture del mondo è quella a cui Arato da Soli per primo diede il nome di “Gemelli”, in quanto ha la particolarità di contenere nei suoi confini celesti due stelle assai luminose, molto simili per luminosità e vicine fra di loro. È opportuno ricordare che le stelle, nonostante dal nostro punto di vista appaiano vicine, sono disposte in uno spazio: così una stella molto grande e luminosa, posta a una grande distanza, appare tanto luminosa quanto una piccola, posta vicino al nostro pianeta. Così, anche le due stelle ugualmente luminose dei Gemelli, in realtà, sono di diversa grandezza e sono molto distanti fra di loro. A queste due stelle Eratostene attribuì il nome dei Dioscuri: Castore e Polluce, il cui mito, a differenza di molte altre costellazioni, non coinvolge altre figure rappresentate nel cielo, eccetto, come vedremo, il Cigno. (altro…)

MASSIMILIANO PARENTE – IL PIU’ GRANDE ARTISTA DEL MONDO DOPO ADOLF HITLER

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Di Luigi Torriani

Cominciamo con il dire che il nuovo libro di Massimiliano Parente – “Il più grande artista del mondo dopo Adolf Hitler” (Mondadori) – fa morire dal ridere, è divertente e a tratti esilarante, di una comicità grottesca, sempre volutamente eccessiva e sopra le righe, politicamente scorrettissima, feroce. E – a differenza del precedente “L’inumano” (sempre Mondadori) – “Il più grande artista del mondo dopo Adolf Hitler” ha una vera storia e una vera trama, peraltro ben congegnata e ben sviluppata dall’autore.

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