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Category Archives: Filosofia

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ON PRIMAVERA FISOGNI’S DEHUMANIZATION AND HUMAN FRAGILITY: A PHILOSOPHICAL INVESTIGATION (2013 BLOOMINGTON, AUTHORHOUSE)

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Di Maximiliano E Korstanje

[Maximiliano E. Korstanje is professor at the University of Palermo, Buenos Aires; e-mail: maxikorstanje@arnet.com.ar ]

[CORVINUS JOURNAL OF SOCIOLOGY AND SOCIAL POLICY Vol.5 (2014) 2, 111–117]

The attacks on the World Trade Centre in 2001 resulted in two different effects on the Western cosmology. At a first glance, a tragedy of this magnitude appears to have triggered a globalized fear associated with a decline of trust in the modern means of transport. Mobile industries such as tourism and hospitality have not only faced serious problems but also temporary stagnation. The efficacy of terrorists in administering panic consisted in their ability to utilize the comfortable technologies of the West against civilian targets. Secondly, religion has been placed under scrutiny to the extent that the process of secularization has experienced rapid acceleration. The points of view of religious leaders have been equated with expressions of intolerance and discrimination. In this discussion, Primavera Fisogni´s attempt to unravel the roots of vulnerability and terrorism is not only necessary but also bold. She uncovers the legacy of Aquinas and scholastic philosophers to reconstruct the universe of ethics in terms of a new theology. What have we learned from 9/11 events? Based on a most profound philosophical concern, our Italian philosopher explains convincingly that events should be judged by feeling their complexity and by being in the world of the other. This type of empathy expands the current understanding of a terrorist’s mind. Beyond any repudiation of terrorism’s effects, it is important not to lose sight of the fact that terrorists are not evil maniacs or demons that must be effaced from the planet. Following the legacy of Arendt and Eichmann’s trial, this text shows how the idea of “the banality of evil” also applies to the indifference necessary to engender terrorism.  (altro…)

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NOSTALGIA, QUESTA GRANDE BELLEZZA

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Di Noemi Martarello

In questi giorni di dolore, di tumulti dell’animo conseguenti alla strage di Charlie Hebdo, non vorrei scrivere qualcosa sulla parola statisticamente più ricorrente: libertà. Si è già scritto tanto, e la mia voce adesso suonerebbe come un’eco di qualcosa che sicuramente in questi giorni è già stato letto o sentito. Magari ne scriverò più avanti, quando gli animi si saranno placati e la parola libertà sarà stata momentaneamente riposta nel dimenticatoio (dove già spesso viene confinata, quando non accade qualche evento che ce la faccia recuperare…).  (altro…)

PINK FREUD. PSICOANALISI DELLA CANZONE D’AUTORE

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Di Francesco Mentasti

Le canzoni d’autore sono veramente soltanto “canzonette”? Oppure questa forma di espressione artistica nasconde inaspettate capacità di parlarci della vita e della realtà che ci circonda con un linguaggio veramente accessibile a tutti? A questa domanda prova a rispondere lo psicoanalista e saggista appassionato di musica Angelo Villa, che nel suo “Pink Freud, psicoanalisi della canzone d’autore da Bob Dylan a Van de Sfroos”, edito da Mimesis (pp. 278, 20,00 €), passa al setaccio dell’analisi psicoanalitica la musica e i testi di alcuni tra i più importanti artisti che hanno fatto la storia più o meno recente della canzone d’autore.  (altro…)

CARA FELICITA’

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Di Noemi Martarello

L’ “industria della felicità”. Potrebbe essere sussunto sotto questo nome il proliferare di mezzi ed esperienze che negli ultimi anni stanno esplodendo ovunque, nel tentativo di raggiungere quell’unico obiettivo. Eppure in realtà non si fa altro che immergersi nel consumismo del benessere, senza più riuscire a comprendere quale sia la distinzione tra i due stati.  (altro…)

IL CICLO DI CONFERENZE ‘I VOLTI DEL LINGUAGGIO’ (CANTU’ SETTEMBRE-NOVEMBRE 2014)

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Eidoteca vi invita a partecipare alla seconda edizione del ciclo di conferenze “I volti del linguaggio”, organizzato dall’associazione culturale Cantù Oggi con il patrocinio del Comune di Cantù. Quattro conferenze, quattro serate sui temi del cibo e del vino. (altro…)

“ANDARE A PIEDI. FILOSOFIA DEL CAMMINARE”. Un libro di Frédéric Gros

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Di Sara Caon

“La libertà nel camminare è la libertà di non essere nessuno ed è anche la libertà di chi rinuncia”. Questo l’incipit del volume “Andare a piedi. Filosofia del camminare” (di Frédéric Gros, Garzanti 2013), da leggere tutto d’un fiato e rileggere, e rileggere ancora.

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PERCHE’ FILOSOFIA: L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DI UN PENSIERO VIVO

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di Noemi Martarello

L’aria rinfresca, la luce si indora, l’estate finisce e riaprono i battenti di scuole e università, le segreterie si riempiono della giovane confusione di ragazzi che portano i moduli compilati con le loro iscrizioni. Ma questo non nella segreteria della facoltà di Filosofia, che registra da anni un drammatico calo.
In una realtà sempre più tecnicizzata, e nello scenario di crisi economica in cui ci si trova a vivere da sei anni a questa parte, iscriversi ad una facoltà umanistica sembra quasi anacronistico. Si punta su Economia, Ingegneria, Medicina e Biotecnologie. Facoltà matematico-scientifiche, che si suppone garantiranno un lavoro, un appiglio nel mare magnum della, ormai disperata, ricerca di un posto di lavoro.
“Perché filosofia?”, dunque? Una risposta univoca, ovviamente, non c’è. Anzitutto perché la filosofia non “si fa”. Non si insegna, né si impara. La si vive. O almeno, così dovrebbe essere. È però vero che troppo spesso la filosofia viene ridotta a materia, anzitutto durante il percorso di studi superiori: si sistemano in ordine cronologico gli autori maggiori, si spiegano i capisaldi del loro pensiero e via, si passa oltre. Qualcosa di simile, purtroppo, avviene anche all’interno degli atenei: si insegna la storia della filosofia, in maniera approfondita, sviscerando il pensiero di un determinato autore, e poco di più. (altro…)

FENOMENOLOGIA DEI RINGRAZIAMENTI LETTERARI NELLA NARRATIVA ITALIANA

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Di Luigi Torriani

Che senso hanno i ringraziamenti al termine di un libro? Perché uno scrittore sente il bisogno di ringraziare pubblicamente famigliari, amici, conoscenti, editor, scrittori, perfino cani e gatti? Per generosità, per senso di giustizia? O piuttosto per trovare un’ulteriore occasione di sfoggio della propria incontenibile vanità? Lui sa perché. Fenomenologia dei ringraziamenti letterari” di Carolina Cutolo e Sergio Garufi (Isbn Edizioni, pagg. 208, euro 14) è un libro prezioso, un libro da comprare e da leggere. Un libro che coglie un punto fondamentale: i ringraziamenti dello scrittore – con rare eccezioni – hanno qualcosa di grottesco, un tratto involontariamente comico, qualcosa di tristemente ridicolo perché hanno un sottotesto narcisistico che vede al centro non il ringraziato ma lo scrittore stesso. (altro…)

L’AZZURRO DELL’ANIMA. HEIDEGGER E LA POESIA DI TRAKL (un libro di Francesco Gagliardi)

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Molti sono i poeti a cui Martin Heidegger è debitore: Hölderlin, Rilke, ma soprattutto Georg Trakl. Punto di riferimento per il filosofo tedesco, Trakl, austriaco, morì giovanissimo (27 anni) nell’ospedale di Cracovia, nei primi mesi della Grande Guerra, a causa di una dose eccessiva di cocaina. Intensi e drammatici, sulla medesima linea d’onda, i temi caratteristici che accompagnano e sono il frutto del percorso dei due pensatori, uno filosofo, l’altro poeta, e che Francesco Gagliardi (nel libro “L’azzurro dell’anima. Heidegger e la poesia di Trakl“, Morlacchi Editore) delinea a partire dalle poesie di Georg in continuo, quasi serrato, dialogo con le parole di Martin. (altro…)

IL TEMPO NELLA CURA DEI RICORDI TRAUMATICI

Di Primavera Fisogni

Abstract

Metodica psicologica impiegata con successo nella cura dei disturbi post traumatici da stress (Ptsd), l’Emdr (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) rielabora con modalità adattiva contenuti presenti nella memoria in modo disadattivo. Validata da un gran numero di studi empirici, a partire dalla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, la metodica non è debitamente supportata da studi teorici che ne esplorino i fondamenti antropologici: in particolare, va chiarito se l’azione rigenerativa del ricordo, a cui segue un beneficio per il paziente, sia da addurre soltanto alle ricadute neurovegetative e agli effetti biochimici provocati dalle reti neurali, eccitate dal movimento oculare o dai tamburellamenti praticati sul paziente. Oppure, se gli esiti benefici siano da inquadrare in una cornice antropologica più complessiva. In questo articolo si intende portare alla luce la specifica temporalità della memoria a cui si volge, retrospettivamente e intenzionalmente, la persona. Muovendo dalla teoria dell’attenzione elaborata da E. Husserl, in cui si dà una decisiva interazione di tempo e senso, viene ipotizzata un’affinità con il procedere dell’Emdr. In pratica, l’attività interpretativa riapre il vissuto del ricordo, non soltanto la mera rappresentazione di esso, riportando alla luce componenti non-conscie, entro specifici frammenti temporali. A differenza dell’inconscio, a cui S. Freud assegna un carattere a-temporale, l’Emdr evidenzia una continuità dell’esperienza cronologica, che richiama l’intuizione fenomenologica indagata da M. Scheler nel saggio “Pentimento e rinascita”. Il risultato esorta al dialogo tra Emdr e filosofia della persona: la metodica ne trarrebbe robustezza teorica, mentre la fenomenologia beneficerebbe, nel suo processo di riduzione, dei suggestivi riscontri empirici. (altro…)