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La Russia. Il nemico inesistente

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putinDi Marco Corno

I timori nei confronti della Russia negli ultimi anni si sono ulteriormente accentuati segno che la paura dell’orso russo non si è estinta ma al contrario è aumentata. La Stampa, il giornalismo e i media diffondono un’immagine distorta del Cremlino definendolo una minaccia per la sicurezza europea.

Eppure negli ultimi 200 anni la presenza della Russia (sia sotto forma di impero zarista sia sotto forma di URSS) è stata fondamentale per l’equilibrio di potenza internazionale contro quelle potenze revisioniste che ambivano a diventare egemoni come la Francia di Napoleone della prima metà del 1800, la Germania guglielmina della prima guerra mondiale e la Germania nazista della seconda guerra mondiale. Nonostante questi fatti storici la russofobia continua a dilagare a causa di schemi ideologici da Guerra Fredda non ancora caduti in disuso che, al contrario, continuano a storpiare la realtà indebolendo ulteriormente l’Occidente autolesionista. Tale situazione è il frutto di un forte indottrinamento degli USA legato al concetto di frontiera applicato alla cortina di ferro come confine in cui da una parte (ovest) si collocano gli stati alleati (quelli raggruppabili nel cosiddetto Blocco Occidentale) e dall’altra (est) gli stati nemici identificati come comunisti da combattere sempre e comunque senza prima studiare i contesti storico-politici prendendo, nella maggior parte dei casi, decisioni sconsiderate dalle conseguenze devastanti (come la Guerra del Vietnam). Oltre che dal punto di vista politico, gravi errori continuano ad essere perpetrati a livello militare. La NATO è un’organizzazione militare nata con una struttura a est per fronteggiare la minaccia sovietica ma ora che il nemico storico non esiste più è necessario avviare una forte revisione che dia una struttura sud onde combattere il terrorismo fondamentalista islamico con l’importante collaborazione del Cremlino. E’ chiaro quindi che mobilitare truppe NATO sui territori baltici al confine con l’orso russo peggiorerà solo la situazione aumentando il rischio di escalation armata.

Gravi storpiature vengono attribuite anche alla figura del Presidente della Repubblica Russa Vladimir Putin considerato: “un ex comunista che si comporta da fascista” ma lo zar di Russia è un nazionalista ortodosso con l’ambizione di ricostruire l’identità zarista della Russia cancellando di fatto gli ultimi residui ancora esistenti del comunismo di cui Putin ha visto il lato peggiore quando era bambino.

Il ritorno della Russia sullo scenario internazionale non deve essere percepito come una minaccia alla sicurezza europea ma come un’opportunità per acquisire un nuovo alleato di fronte a un’America sempre più debole e imprevedibile. Se l’Europa non dovesse cogliere “l’attimo fuggente” allora il rischio che un potenziale alleato diventi un potenziale nemico sarà molto alto e la posizione dell’EU all’interno dello scacchiere internazionale diventerà sempre meno rilevante.

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