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MATTEO RENZI 2014: IL TRIONFO E LA ‘CURA TEDESCA’

Adesso! Matteo Renzi per le primarie del Partito DemocraticoDi Gianfranco Giudice

La politica è passione, speranza, illusione, è un impasto di emozioni che muovono la coscienza collettiva. Il leader o il partito che è in grado di incarnare un tale impasto vince e Renzi ha stravinto le elezioni europee perché è stato in grado di incarnare tutto questo.

2648Certo, c’è stato un astensionismo da record, ma il dato politico di fondo è inequivocabile: Renzi ha stravinto portando il PD oltre il 40% dei voti, perché ha colmato un vuoto e ha generato una enorme speranza in tutti coloro che da anni invocano in Italia una classe dirigente rinnovata dopo il crollo della prima Repubblica e il ventennio di illusioni berlusconiano. La recentissima fiammata di ritorno della Tangentopoli milanese legata ad Expo ha fatto riemergere vecchi arnesi della prima Repubblica ancora in servizio permanente effettivo, e questo credo abbia agito come un ulteriore volano per Renzi, perché il giovane fiorentino incarna proprio la “rottamazione” per antonomasia di tutto il vecchio mondo della prima repubblica trasfiguratasi poi nella seconda berlusconiana che il leader del PD ha con decisione gettato nella spazzatura, a cominciare dai rottami del suo partito. Berlusconi è stato battuto da Renzi senza l’antiberlusconismo, certo aiutato in questo anche dall’esaurirsi del ciclo umano e politico dell’ex Cavaliere.

GrilloRenzi-640x416Renzi è arrivato a Palazzo Chigi con una manovra di palazzo, ma ora può dire di avere una legittimazione popolare come mai nessun presidente del consiglio ha avuto negli ultimi decenni. Ci sarà tempo per analizzare i flussi elettorali e per capire quanti voti il PD abbia preso al di fuori del suo tradizionale bacino elettorale; senza dubbio il massiccio astensionismo ha premiato il partito guidato da Renzi, penalizzato un Berlusconi oramai decotto e un Grillo che non ha saputo costruire alcuna prospettiva politica oltre le urla, gli insulti, l’illusionismo e gli spettacoli comico-politici, nonostante il grande consenso ricevuto dal Movimento 5 Stelle alle elezioni politiche di appena un anno fa. Renzi ha dichiarato subito dopo la clamorosa vittoria elettorale che ora bisogna camminare spediti sulla strada delle riforme perché non ci sono più alibi. Le aspettative nei confronti di Matteo Renzi sono enormi, ma il mercato elettorale oggi è estremamente fluido e chi adesso è alle stelle nel giro di poco tempo può precipitare nella polvere. Ricordiamo in proposito la rapida eclissi di Mario Monti, Scelta Civica è praticamente scomparsa ed i suoi voti si sono travasati nel Partito democratico, la stessa stella di Grillo pare essersi già appannata. Gli italiani sono alla ricerca di un punto di riferimento che oltre le angosce e le paure del presente indichi una prospettiva. Renzi è giovane e ha saputo incarnare agli occhi degli elettori tale prospettiva, il Presidente del Consiglio l’ha chiamata una terza via tra i populismi antieuro che dilagano in Europa ed i restauratori. Per la verità le terze vie del passato non hanno portato fortuna ai loro banditori, ma è indubbio che di fronte al totale fallimento in Italia, trasversale ai diversi schieramenti politici, delle classi dirigenti delle generazioni precedenti a quella di Renzi, l’ex Sindaco di Firenze ha per il momento molte frecce nel suo arco. In politica certamente chi vince ha immediatamente ragione, ma la politica è anche ragione più profonda, non solo emozione e passione del momento. Se non si vuole correre il rischio di essere abbagliati dall’illusionismo politico, in un mercato elettorale che macina ed espelle rapidamente i prodotti esposti sui propri scaffali luccicanti, è necessario compiere qualche analisi oltre l’apparenza e la propaganda.

radical-chicItalia e Germania sono i due più importanti paesi europei in cui nelle elezioni del 25 maggio hanno vinto i partiti di governo, e in cui è stata contenuta l’avanzata delle forze cosiddette populiste ed euroscettiche, identificate spesso a torto col razzismo ed il neofascismo (quella galassia è infatti assai più complessa e rappresenta in tanti paesi pezzi enormi di elettorato autenticamente popolare, che la sinistra radical – intellettuale a vocazione minoritaria sul modello della lista l’Altra Europa per Tsipras non riuscirà mai a rappresentare, mentre altra cosa è l’esperienza vittoriosa di Syriza in Grecia). I ceti subalterni si oppongono alla globalizzazione cosmopolita, perché solo nella dimensione nazionale hanno storicamente trovato la difesa dei loro diritti; la sinistra radicale è oggi senza popolo che da tempo vota piuttosto la Lega oggi in ripresa o in Francia il trionfante FN, perché la sinistra radicale universalista e mondialista è percepita da chi è più debole come culturalmente lontana ed estranea alla materialità della propria vita. Questa aporia continua ad essere drammaticamente rimossa da chi si richiama alla tradizione della sinistra radicale.

CN-Spending-Review-2013-white-borderLa vittoria di Renzi spiana la strada – sono le parole del leader del PD – alle riforme non più rinviabili, ma di che riforme si tratta? Non certo solo le riforme elettorali ed istituzionali, riforme che attualmente si sono impantanate in Parlamento, bensì una più corposa “cura tedesca” come quella che l’Europa chiede da tempo all’Italia e che il governo Renzi finora ha solo iniziato timidamente ad abbozzare, in particolare con la recente normativa sul lavoro a termine promossa dal Ministro Poletti e che ha determinato un duro scontro tra il governo e la CGIL. Se “cura tedesca” sarà, questa non potrà che ispirarsi al principio del lavorare di più con minore salario e minori diritti, sperando così di riprendere il treno della crescita. Ma la cura dovrà proseguire anche con altre riforme che incidano seriamente sulla spesa pubblica, ovvero sulla carne viva di molti cittadini, realizzando molte delle indicazioni della cosiddetta spending review che finora è rimasta solo una indicazione accademica con scarsi effetti. Gli 80 euro mensili per i redditi più bassi dati per quest’anno grazie ad un taglio del prelievo fiscale, misura importante che ha indubbiamente aiutato Renzi nella vittoria elettorale europea, non sono affatto assicurati per il 2015, e inoltre non risolvono affatto il problema complessivo dei redditi bassi o di quelli pesantemente erosi ai danni del ceto medio e dei pensionati negli ultimi anni, ma soprattutto non risolvono il dramma di chi non ha alcun reddito ed è senza lavoro. Insomma la coperta del bilancio pubblico è strettissima e al dunque se tiri da una parte scopri dall’altra, così molti elettori del PD, nonostante le illusioni elettorali, alla fine si troveranno di fronte all’amara medicina dei sacrifici, non è una medicina nuova … Né si può pensare di risolvere i problemi aumentando ulteriormente la pressione fiscale, cosa già avvenuta anche con Renzi grazie per esempio all’aumento della tassazione sugli interessi sui conti correnti e ancor di più col pasticcio della Tasi ereditato certo dal governo precedente ma confermato da quello attuale. A sei anni dalla crisi globale è confermato l’orientamento liberista del ciclo mondiale. Nella UE, l’Unione bancaria è la maggiore cessione di sovranità ai poteri europei da quando è stato introdotto l’euro. La conseguenza è che proseguirà la pressione per la ristrutturazione europea e qualsiasi gruppo politico si trovi al governo ha la strada segnata. Renzi dopo il trionfo elettorale dovrà dunque andare avanti come un treno sulla strada delle riforme europee, e se non farà questo, al di là del mito giovanilista, sarà destinato al fallimento come Berlusconi, Monti e Letta prima di lui.

German Italian Consultations in BerlinLa pattuglia di deputati europei eletti dal PD sarà quella più numerosa nel gruppo dei Socialisti e Democratici che siederanno nel nuovo Parlamento di Strasburgo, ma nonostante le parole propagandistiche di Renzi in tal senso, il gruppo del PD in Europa non potrà determinare una modifica degli accordi e dei trattati che fissano i parametri finanziari che stanno alla base del vincolo europeo e che l’Italia deve rispettare in termini di rientro del deficit e debito pubblico in rapporto al PIL nei prossimi anni. E’ destinato dunque a rimanere solo uno slogan quello di cambiare in senso sociale le politiche della UE allentando i vincoli di bilancio a favore di un incremento della spesa pubblica. La Germania della Cancelliera Merkel, altra vincitrice delle elezioni di domenica scorsa, non lo permetterebbe e Renzi deve ubbidire anche se giovane e dinamico. Sarà soprattutto il taglio della spesa pubblica la leva con cui dovrà agire il governo, il vincolo europeo determinerà da subito e per lunghi anni sacrifici pesanti dal punto di vista sociale, perché questa è la politica economica comunitaria che Socialdemocratici e Popolari europei assieme continueranno ad attuare, nonostante gli apparenti sconvolgimenti elettorali, compresi quelli italiani. Nella contesa mondiale tra potenze capitaliste di stazza continentale come USA, Cina, India, Brasile, Russia, l’Europa non potrà cambiare la musica suonata fino ad oggi, fermo restando l’attuale quadro delle compatibilità macroeconomiche che l’Italia europea di Renzi non si sogna certo di rimettere in discussione e neppure potrebbe farlo, anche col 41% di voti targato PD. Dopo il trionfo di Renzi, auguri sinceri dunque a tutti noi italiani, a quelli che hanno votato PD e a tutti gli altri…

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2 commenti

  1. Enrico Meroni ha detto:

    Grazie degli auguri, caro Gianfranco. Ma resta una riflessione intra moenia. E’ successo qualcosa di incomparabilmente nuovo. Se la politica non sa interpretare questo frangente, vuol dire che è superflua e serve tutt’al più per scrivere qualche articolo o qualche libro generatore di punteggi per scaldare le inutili seggiole accademiche. Ne riparliamo.

  2. Gianfranco Giudice ha detto:

    Certo caro, bisogna pensare, studiare, riflettere…a presto!

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