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QUANTO SIAMO RESPONSABILI? L’IDEA DI RESPONSABILITÀ OGGI

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Di Mario De Caro, Andrea Lavazza e Giuseppe Sartori

Tutti pensano di sapere, in prima istanza, che cosa sia la responsabilità: l’assumersi la paternità e l’onere delle proprie azioni. Ma sono molti i sensi di responsabilità. La responsabilità può essere intesa come integrità; come dovere di ruolo; come presa in carico delle conseguenze; come causa; come capacità; come punibilità. E su ognuna di queste accezioni si potrebbe molto ragionare. Non, però, senza avere prima considerato la domanda più classica: la responsabilità ha per precondizione assoluta la libertà di chi agisce? Ovvero, se non siamo liberi, non possiamo nemmeno essere responsabili di ciò che facciamo o di ciò che siamo?downloadUna serie di domande che da sempre l’uomo si è posto e che la filosofia ha messo esplicitamente a tema a partire almeno da Aristotele. La responsabilità sembra un concetto indispensabile per la nostra vita morale e sociale. Le nostre interazioni sono intessute di attribuzioni rispetto alla paternità dell’azione, alle conseguenze che esse mettono in capo al loro autore e dei giudizi morali e legali che sulla base di esse formuliamo. L’intero edificio dell’etica, del diritto, della politica, ma anche della religione, poggia su queste fondamenta.

astrologia-e-determinismo-1Che cosa giustifica oggi un’ulteriore ripresa dell’argomento? I tentativi di chiarificazione al mutare del panorama culturale e filosofico possono essere utili, ma oggi forse c’è un motivo valido in più. O, meglio, una serie di motivi connessi. L’idea stessa di responsabilità, infatti, è messa fortemente in discussione o, per lo meno, lo è una nozione classica e di senso comune. E questo accade perché riprendono forza gli argomenti deterministici che negano il libero arbitrio, ovvero la precondizione dell’essere tenuti responsabili di qualcosa. E anche i tentativi compatibilistici, cioè le teorie che sganciano la responsabilità dalla libertà, sono sotto attacco da parte di coloro che, non a torto, sottolineano l’ineliminabile ruolo della sorte (della fortuna) nelle vicende umane.

cervello_26371Che merito o che colpa abbiamo se la natura ci ha regalato un temperamento mite e riflessivo oppure impulsivo e irascibile? Il carattere complessivo si può plasmare con l’educazione e la forza di volontà, si potrebbe obiettare. Certo, ma l’educazione che si riceva da bambini è al di fuori del nostro controllo e la forza di volontà costituisce un altro dono di natura, che qualcuno possiede e qualcuno no. Ciò che in questi anni sta emergendo è una concezione naturalistica e naturalizzata dell’essere umano, che riporta dentro i meccanismi del mondo fisico l’intera gamma dei nostri comportamenti, enormemente raffinati ed elaborati, tuttavia non sganciati dalla rete causale strutturata dalle leggi immutabili della materia. Sono in particolare le neuroscienze ad avere portato, per così dire, il determinismo direttamente dentro il cervello. Così, quella che era un’antica sfida metafisica alla libertà è diventata una questione emprico-sperimentale che si studia nei laboratori, sia in quelli della scienze sociali sia in quelli delle scienze cognitive.

giro18Certo, la responsabilità è (anche) un concetto normativo, che non si può misurare con qualche apparecchio apposito e che, anzi, proprio in virtù di alcune sue definizioni stipulative, sfugge alla pretesa della pura confutazione fattuale, per caratterizzarsi come un costrutto sociale immune dal naturalismo.

Dyson_cover_stampaEppure, una riflessione approfondita e aggiornata si impone, ed è ciò che cerca di fare il volume “Quanto siamo responsabili?” (Codice Edizioni), con i contributi di autorevoli studiosi italiani e stranieri di diversa formazione, nel tentativo di costruire una prospettiva multidimensionale, aperta alle scienze empiriche senza sacrificare l’analisi concettuale, nelle varie declinazioni pratiche, dalla morale al diritto alle scelte politiche. Contributi di: Carla Bagnoli, Mario De Caro, Filippo Santoni De Sio, Luca Fonnesu, Simone Gozzano, Francesco Guala, Erin Kelly, Bjørn Jespersen, Andrea Lavazza, Neil Levy, Massimo Marraffa, Derk Pereboom, Massimo Reichlin, Giuseppe Sartori, Cristina Scarpazza, Elisabetta Sirgiovanni.

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