eidoteca

Home » Economia / Politica / Società » INTELLIGENZA VEGETALE

INTELLIGENZA VEGETALE

vegetali

Di Andrea Giardina

Il primo a dire che le piante possiedono una sensibilità è stato Aristotele. Ora è possibile affermare che le piante siano addirittura intelligenti, o almeno, siano consapevoli del mondo. E che, se la nostra specie dovesse scomparire, le piante rimarrebbero padrone del pianeta, visto che già oggi costituiscono la quasi totalità della biomassa terrestre. Insomma, come spiegano i biologi Stefano Mancuso (“Verde brillante”, Giunti) e Daniel Chamowitz (“Quel che una pianta sa”, Cortina), il “verde” non è solo lo sfondo inerte della nostra distratta quotidianità, o un deposito di materie prime e di risorse alimentari, o una “collezione” di ornamenti per terrazzi, ma è un brulichio di viventi che vedono, annusano, sentono, gustano, ascoltano e con cui condividiamo larghe fette di patrimonio biologico, segno di comuni lontanissime origini.

vegetali3

A fronte di queste acquisizioni sta il senso comune, che delle piante sembra accorgersi poco o nulla, nonostante duecentomila anni di convivenza . Mancuso (che insegna presso la facoltà di agraria dell’università di Firenze e che ha scritto il libro in collaborazione con la giornalista Alessandra Viola) elenca quelli che possono essere stati i fattori della rimozione generalizzata. All’origine di tutto probabilmente c’è “la scelta dell’immobilità”: siccome non si muovono, le piante sembrano possedere una vitalità circoscritta a poche funzioni, sideralmente lontane dalle nostre. E poi, soprattutto, le piante non hanno il cervello e, in aggiunta, possiedono un corpo modulare, che, se permette loro di resistere ai danni subiti da una delle parti che le compongono, le rende però anche estranee alla nostre pretese antropomorfiche (quelle che ci fanno vedere negli animali caratteri umani).

verde brillante

Insomma, troviamo così poco di comune nelle piante, che per definire la nostra umana identità non sentiamo nemmeno il bisogno di prenderne le distanze (a differenza di quanto invece facciamo con gli animali, come ha recentemente spiegato Felice Cimatti, in “La filosofia dell’animalità”, Laterza). Semplicemente, mettiamo le piante sullo sfondo. Le rendiamo inerti, le riduciamo a componente del panorama, a sfumatura lirica. Il lavoro di Mancuso si propone allora di rovesciare le “idee ricevute”, costringendoci ad aprire finalmente gli occhi. I punti di contatto tra noi e le piante, del resto, non mancano. A cominciare dalla sfera sensoriale, che nei vegetali è stratificata e non localizzata in alcuni organi, ma distribuita su tutta la loro superficie. Con esiti ragguardevoli, dunque, le piante vedono, perché la luce – indispensabile per nutrirsi attraverso la fotosintesi – è la loro vera ricchezza. Grazie agli odori, poi, le piante parlano, scambiandosi informazioni: una comunicazione che può orientarsi verso le diverse parti del corpo vegetale, o che può essere “interspecifica”.

vegetali2

I fiori sono notoriamente gli strumenti di cui esse si servono per attirare gli insetti e favorire l’impollinazione. In qualche modo noi stessi cadiamo nella trappola evolutiva dei vegetali quando, attirati dalla dolcezza della sua polpa, mangiamo un frutto e ne spargiamo i semi assicurando alla specie una possibilità di sopravvivenza. Né bisogna dimenticare che le piante dispongono del tatto, che gli consente di esplorare il terreno e di avvolgersi attorno ai sostegni o di scalare le pareti (qualche dubbio in più c’è sulla loro possibilità di ascoltare). Sono segnali di un’intelligenza vegetale? Daniel Chamovitz, docente dell’università di Tel Aviv, preferisce parlare di consapevolezza. La sua linea è meno ardita di quella di Mancuso. Alle piante “si limita” ad attribuire la capacità di esplorare lo spazio e di “rispondere agli stimoli” attraverso una “strumentazione” di estrema complessità, che permette loro , per esempio, di misurare la lunghezza del periodo complessivo di buio, e, per mezzo di un recettore (il criptocromo), di distinguere la luce blu. O che gli consente di inviare informazioni olfattive quando sono sottoposte agli attacchi di insetti e di batteri producendo acido acetilsalicilico (la “nostra” aspirina!), un “ormone difensivo” che ha la funzione di rafforzare il sistema immunitario. Quello vegetale è inoltre un apparato sensoriale che, ribadisce Chamovitz, si avvale di “poteri” sconosciuti ai sapiens, come la capacità di misurare la forza di gravità per orientare la propria crescita. I lavori di Mancuso e Chamowitz, opere divulgative destinate ai cosiddetti “non specialisti”, ci invitano, in definitiva, a percepire la diversità, ad abituarci a coglierla, ma nello stesso a trovare dei punti di contatto tra i viventi. E’ l’emergere, anche nel settore della botanica – a più di un secolo di distanza dagli studi sulle piante di Charles Darwin e di suo figlio Francis – del processo che i filosofi Deleuze e Guattari, negli anni Settanta dello scorso secolo, hanno definito di deterritorializzazione. Che poi significa liberarsi dell’antropocentrismo per riappropriarsi di sé. Ritrovare l’umanità nella comune appartenenza biologica.

Articolo uscito sul quotidiano La Provincia di Como del 4 Dicembre 2013

Annunci

2 commenti

  1. gianfranco giudice ha detto:

    Aristotele sostiene che le piante abbiano un’anima vegetativa che presiede alle funzioni del nutrimento e della riproduzione, l’anima sensitiva e le sensazioni appartengono agli animali in generale e agli uomini che posseggono anche la ragione.

    • Andrea Giardina ha detto:

      Aristotele riconosce un’anima alle piante, in tal senso si fa ricorso al termine “sensibilità”. Sicuramente non e’ tecnicamente esatto, come, del resto, non lo e’ nemmeno” “intelligenza”. Si tratta di “approssimazioni”, inevitabilmente imperfette.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: