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LA RANA E LO SCORPIONE

la rana e lo scorpione

Di Tamara Uraghi

Una rana stava serenamente sguazzando in un fiume quando ad una sponda si avvicinò uno scorpione.
– Devo passare dall’altra parte – disse – Ma non so come fare, io non so nuotare e se provo affogherò. Tu potresti aiutarmi trasportandomi sul tuo dorso? Te ne sarei molto grato.
La rana perplessa rispose:
– Ma se io ti lascio salire sul mio dorso tu potresti pungermi ed uccidermi!
Lo scorpione rassicurò la rana:
– Non ti preoccupare, perché dovrei farlo? Se ti pungessi morirei anch’io perché affogheremmo entrambi nel fondo
La rana si sentì rassicurata dalle spiegazioni dello scorpione e lo fece salire.
Quando furono a metà del fiume, lo scorpione punse la rana. La rana stupita dal gesto dello scorpione mentre stava affondando insieme a lui trovò la forza di chiedergli: “Ma perché l’hai fatto? Adesso moriremo entrambi?” Lo scorpione rispose
“Non ho potuto farne a meno, questa è la mia natura”.

Esopo

la rana e lo scorpione 2

Questa è sempre stata una delle fiabe che più mi ha incuriosita e spinta a riflettere. Il primo sentimento che suscita è senz’altro un rifiuto: la nostra mente non vuole accettare questo finale, la Rana non può morire per una gentilezza concessa e lo Scorpione non può essersi giocato la vita per così poco. Ma “poco” non è, stiamo parlando della natura dell’uomo, di essenza, del suo essere nell’accezione più profonda del termine.

Ma davvero la nostra natura è più forte dell’istinto di sopravvivenza? Davvero cediamo ad essa pur sapendo che porta a qualcosa di sfavorevole?

Sì.

L’uomo non può fare a meno di essere se stesso. Fin dall’infanzia gli viene ripetuta questa frase scandendo le tappe cruciali dell’intera vita: da bambino nelle prime relazioni sociali con gli altri bimbi, da adolescente quando inizia ad inserirsi in un gruppo e i genitori preoccupati delle cattive abitudini che circolano tra le nuove generazioni si raccomandano: “Non fare tutto quello che fanno gli altri, ragiona con la tua testa, sii te stesso!”.

bambino

I primi amori, quelli che ti mandano in crisi, perché tendiamo alla perfezione: dolcezza e passione, intelligenza e simpatia, un connubio di qualità che potrebbero soddisfare qualsiasi partner, ma quando capiamo che tutto ciò non è possibile, subentra la rassegnazione e allora bisogna scegliere: portare perennemente una maschera e rischiare di essere scoperti da un momento all’altro o …essere se stesso e farsi accettare così come è. Tanto le porte in faccia si prendono in entrambi i casi.
E’ capitato a volte che qualcuno decidesse di scappare dal suo istinto, imponendosi di fare o non fare determinate cose che in realtà gli appartenevano. Forse questa decisione, questo nuotare contro corrente, ha anche dato i suoi frutti positivi considerando il breve termine, eppure nel profondo rimane un senso di insoddisfazione, di agitazione, un sassolino nella scarpa o un peso sullo stomaco. Perché? Perché si è compiuta una sorta di violazione della nostra persona, della nostra natura. Ci siamo fatti un torto sacrificando un aspetto di noi stessi per favorire gli altri o il nostro rapporto con essi. E la nostra essenza non lo accetta. Meglio sbagliare che rinnegarci, meglio essere quello che siamo senza sottomettersi a compromessi.

lupo agnello

Il rischio di cambiare e di migliorarsi è quello di diventare finti.
Esisterà sempre un atteggiamento di noi che verrà criticato dagli altri. Sotto accusa potrebbero esserci il fatto di condiscendere la nostra natura eccessiva apparendo impulsivi, oppure l’esserci perfezionati fino all’artificio; c’è chi potrebbe contestare il modo di assecondare gli altri fino a cadere nell’ipocrisia o addirittura l’annullare la propria personalità per evitare di mettersi in discussione. In fondo siamo umani e in quanto tali siamo vulnerabili e imperfetti, allora tanto vale. Negare la nostra natura è inutile e dannoso. Dobbiamo prenderci la responsabilità di quello che siamo e trovare un equilibrio con noi stessi e con la società che ci accoglie.

Forse il personaggio negativo della storia non è lo scorpione, forse dovremmo smetterla di concentrarci su di lui e pensare all’ingenuità della rana. In fondo è solo questione di punti di vista. La Rana ha creduto alle promesse di uno sconosciuto, ha messo a repentaglio la sua vita persuasa dalla logicità di una spiegazione razionale. Ma a questo mondo la razionalità ha ben poco valore: viviamo nell’epoca dell’impulso, delle emozioni e dell’istinto. Quello della rana però non è stato coraggio di rischiare e nemmeno bontà d’animo: semplicemente non ha trovato una valida obiezione alla richiesta dello scorpione. 

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1 commento

  1. greenteafor ha detto:

    O semplicemente, anche la rana ha ‘ceduto alla sua natura’ buona e credulona… Molto bella questa favola e anche la tua spiegazione 💚

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