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ERBA, I SUOI TRENI E LE SUE STAZIONI (STEFANO E ALBERTO RIPAMONTI)

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Di Luigi Torriani

È uscita in questi giorni una bellissima monografia sulla stazione ferroviaria di Erba: “Erba, i suoi treni e le sue stazioni. Breve storia dall’inaugurazione della ferrovia ai giorni nostri (1879-2013)” (Youcanprint, pagg. 134, euro 16,50) di Stefano e Alberto Ripamonti.

Stefano Ripamonti, fondatore del sito Altabrianza.org, è autore anche dell’unico testo recente specificamente dedicato alla linea tranviaria che collegava Como a Erba (dal 1912 fino allo smantellamento, nel 1955): “Cento anni fa … La tranvia Como-Erba. Tutta la storia nel centenario dell’inaugurazione (1912-2012)”. Purtroppo Stefano Ripamonti è prematuramente scomparso nel 2012. Il nuovo libro sulla stazione ferroviaria di Erba, che Stefano stava scrivendo, è stato portato a termine dal padre Alberto Ripamonti e dato alle stampe nell’ottobre del 2013.

Il libro è arricchito da 60 foto d’epoca, 53 foto a colori e 21 tra disegni e documenti. È un testo importante per tutti gli appassionati di treni e un libro ricco di curiosità e di spunti di riflessione per le migliaia di pendolari che ogni giorno prendono le Nord per andare all’università o al lavoro. Più che riassumere il testo – che consiglio di acquistare e di leggere integralmente – vorrei qui evidenziare tre punti che ritengo particolarmente interessanti (mi limito a riportare delle descrizioni, senza commenti superflui; non è difficile indovinare quali implicazioni abbiano per l’attualità i fatti raccontati):

1) La linea ferroviaria Milano-Erba venne inaugurata il 31 dicembre 1879. Per realizzare la ferrovia – un’opera fondamentale sia per le persone sia per il trasporto delle merci – fu ovviamente necessario espropriare dei terreni, naturalmente con indennizzi per i proprietari dei fondi espropriati. Dal libro di Stefano e Alberto Ripamonti risulta che non ci fu nessuna protesta significativa da parte dei diretti interessati e della popolazione locale. Tutto filò liscio e i lavori per costruire la ferrovia durarono solo due anni, esattamente come era stato previsto all’inizio: “un tempo davvero sorprendente considerando i mezzi dell’epoca, quasi totalmente manuali, e la lunghezza della linea stessa”. Tutti i documenti dell’epoca riferiscono che all’inaugurazione “l’accoglienza fu festosa”, con “bande musicali e folle acclamanti”.

2) Il primo treno che viaggiò tra Milano ed Erba impiegò un’ora e mezza, dalle ore 12.00 alle ore 13.30 del 31 dicembre 1879. Alla fine degli anni ’40 e negli anni ’50 c’erano dei treni diretti o quasi diretti. Per esempio: nel 1948 il treno che partiva da Erba alle 8.10 fermava soltanto a Inverigo e arrivava a Milano alle 8.56 (tempo di percorrenza 46 minuti). Oggi il treno che parte da Erba alle 8.17 arriva a Milano – salvo ritardi – alle 9.22 (tempo di percorrenza un’ora e cinque minuti). Nei primi anni del ‘900 il personale di servizio delle Ferrovie Nord e i cocchieri e gli albergatori che lavoravano presso la stazione dovevano sottostare a un Regolamento molto dettagliato con norme di comportamento severe e sanzioni in base al codice penale per i trasgressori: “un paragone con le stazioni di oggi è abbastanza impietoso”. E in seguito, soprattutto negli anni ’80, i convogli verranno “pesantemente ‘graffitati’ da vandali senza scrupoli che hanno reso i nostri treni sporchi ed impresentabili”.

3) Ho sempre pensato che sarebbe stata una grandissima idea – dal punto di vista turistico – prolungare la linea ferroviaria fino a Bellagio, e mi sono sempre chiesto perché non è stato fatto. Scopro leggendo il libro di Stefano e Alberto Ripamonti che nel 1893 era stata presentata ai comuni di Erba e Incino una proposta per prolungare la ferrovia fino a Bellagio, ma i politici e gli amministratori dell’epoca bocciarono la proposta perché avrebbe tolto a Erba lo status di capolinea provocando “malcontento negli esercenti e nei negozianti”. Nel 1922 Erba perde comunque lo status di capolinea perché viene realizzato il prolungamento fino a Canzo-Asso. 

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