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LA POLITICA TRA DUBBI E RINVII

913016 Quirinale - Giuramento del Governo Letta

Di Francesco Torriani

 Ci siamo: il testo della legge di Stabilità é stato approvato dal consiglio dei Ministri. Delusa l’attesa di molti, che sognavano un Governo in grado di aggredire la nostra recessione con un intervento decisivo. Impossibile: il Governo é frutto di un compromesso tra forze politiche diverse ed eterogenee anche al loro interno, tra parlamentari liberisti (pochi), statalisti (qualcuno in più), confusi (molti), impreparati desiderosi solo di galleggiare (troppi).Assemblea Nazionale del PDCosì Letta ha messo d’accordo quasi tutti: sindacati, imprenditori, economisti, giornalisti sbraitano contro questo Governo tremebondo. Paradossalmente però nello stesso coro si trovano i fautori della “spesa pubblica per il rilancio”, dimentichi di quanto pesa il debito nelle nostre decisioni e di quanto saranno penalizzate le generazioni future se non ci diamo un limite, ed i sostenitori dei “tagli di spesa per il rilancio”, quasi ignari delle difficoltà di ampi strati della popolazione. In questa situazione sembra che l’unica speranza, forse vana, di Letta sia basata sull’ipotesi di una crescita dell’economia europea, che potrebbe trascinare l’Italia fuori dalle secche.

Spesa facile e tagli, dilemma insolubile per Letta e la sua coalizione. Se abbia fatto bene o male a proporre solo qualche intervento di portata limitata lo sapremo nel prossimo futuro.

semplificazionePeraltro la situazione congiunturale é drammatica, ma non bastano quattro mosse di pedoni sulla scacchiera; personalmente ritengo che i problemi del paese si possano risolvere solo con riforme strutturali decisive, la cui importanza emerge solo in campagna elettorale:

  • eliminazione dei privilegi della casta e delle tante corporazioni italiane (dai giornalisti, ai taxisti, ai notai…)

  • alienazione delle società a partecipazione pubblica (qui é emersa solo l’incomprensibile mossa dell’ingresso delle Poste nel capitale Alitalia: é opinione comune che sono soldi buttati al vento e richiameranno altri soldi pubblici in futuro)

  • riduzione della spesa pubblica (che la spesa sanitaria non sia comprimibile sembra una barzelletta)

  • riforma della Giustizia

  • cambiamento della Legge Elettorale

  • ridefinizione dei troppi centri decisionali dell’amministrazione pubblica (Stato, Regioni, Province, Città Metropolitane, Comuni: su questo argomento qualche cosa si é letto sui giornali prima di agosto: poi il nulla)

  • creazioni delle condizioni minime (sicurezza, carico fiscale, regole del lavoro, costo energia…) per far crescere le aziende italiane ed attrarre i capitali esteri

  • semplificazione di leggi, tasse, norme e relative interpretazioni

alfetta

Dopo un semestre di governo assente sui temi essenziali, chiedo a gran voce:

Quousque tandem abutere, Letta, patientia nostra?

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