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TAGLIARE TAGLIARE TAGLIARE TAGLIARE TAGLIARE!

SP

Di Francesco Torriani

In un dibattito politico ricco di argomenti futili e meno futili, alimentato dalle contrapposizioni interne presenti nei maggiori partiti e dalle parole spese per dimostrare la primogenitura degli interventi, peraltro minimali, del Governo sui temi di maggior popolarità, si nota un grande assente: il taglio delle spese dello Stato.913016 Quirinale - Giuramento del Governo LettaArgomento di grande attualità ed importanza durante la campagna elettorale, ora è caduto nell’oblio.

Tutti i partiti si dimostravano favorevoli alla riduzione delle spese correnti (casta, sanità, province…), mentre ora freneticamente si cancellano tasse per crearne altre più gravose, dopo una finta rissa tra i partiti e si dimentica che il paese affonda oberato da uno stato non solo pesante, ma soprattutto poco produttivo ed efficiente in relazione alle risorse consumate.

taglio-tasseLo stesso ministro Saccomanni, due mesi dopo la sua nomina, ha affermato che i fondi per il rinvio di IMU sulla prima casa e dell’aumento dell’IVA si sarebbero potuti trovare mediante tagli, comunque improvvisati (???); così si é preferito “razionalizzare” altre tasse (una volta si diceva aumentare).

spending-review-672Ci si chiede perché tanto temporeggiare nella classe politica, che sicuramente non é miope:

  • pensano che il governo possa galleggiare per tanto tempo senza decidere? Illusione

  • ritengono che l’economia riparta da sola? L’ Italia al massimo potrebbe non indietreggiare ulteriormente

  • puntano sulla lotta all’evasione? Fantasie e comunque tempi lunghi

  • tanto peggio, tanto meglio? Forse

  • e i giovani? gli esodati? i cassaintegrati? Si salvi chi può

imagesSi possono già prevedere gli argomenti dei prossimi mesi, che permetteranno alla classe politica di dire che i tagli “non sono la priorità”:

Luglio: Berlusconi e i suoi processi

Agosto: vacanze e vacanza (di governo, parlamento, sindacati ed economia)

Settembre: congresso PD

Ottobre: la luce in fondo al tunnel

Novembre: la tirannia della Germania in Europa

Dicembre: finalmente Natale ed il rilancio dei consumi

Ad maiora semper.

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1 commento

  1. FrancescoMentasti ha detto:

    Per definizione, “tagliare” significa ridurre, diminuire, fare mancare qualcosa. Economicamente parlando, può voler dire dedicare meno risorse ad un capitolo di spesa, sia che si tratti di un budget famigliare che di un capitolo di spesa ministeriale. Ci si potrebbe chiedere: perché si taglia? Anche qui le ragioni possono essere molte: si taglia per non spendere più di quello che si guadagna; oppure perché ciò che si taglia è superfluo,e così via. Qualunque sia il motivo per cui si taglia, è necessario dare una ragione del perché si taglia. E dare una ragione del perché si taglia non è sempre agevole. Se, ad esempio, si pensa di spiegare i tagli adducendo che non si può spendere più di quello che si guadagna, si correrebbe il rischio di mettere in discussione l’intero sistema capitalistico, un sistema che si regge fondamentalmente sul credito; così pure se si giustificassero i tagli al superfluo, dal momento che lo stesso sistema trova economicamente conveniente fare passare per necessari molti bisogni indotti. Diversamente sarebbe se si giustificassero i tagli in un’ottica di razionalizzazione della spesa. In questo caso il taglio di ciò che appare superfluo, ed il conseguente rispetto del rapporto tra guadagno e spesa, si giustificherebbero agevolmente senza mettere in crisi la visione del nostro sistema, che di essere efficiente ne ha sempre fatto un motivo di vanto. Razionalizzare non vuole dire necessariamente tagliare: razionalizzare una spesa può anche, e forse solo, significare impiegare al meglio risorse, qualunque esse siano, fare in modo che nulla di quello che si impegna vada sprecato. In parole povere, spendere lo stesso, ma diversamente, puntando all’ottimo per raggiungere almeno il buono. La grande sfida che siamo chiamati ad affrontare potrebbe essere proprio quella che mette alla prova la nostra capacità di saper scegliere come impiegare al meglio le nostre risorse, piuttosto che quella affrontare passivamente una fase recessiva, di cui i “tagli” sono l’inesorabile biglietto da visita.

    Francesco Mentasti

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