eidoteca

Home » Sciocchezzaio (di Andrea Giardina) » L’INCRAVATTATO (dalla Rubrica Sciocchezzaio)

L’INCRAVATTATO (dalla Rubrica Sciocchezzaio)

foto (5)

Di Andrea Giardina

Quello contemporaneo è un uomo volitivo, deciso e pulitissimo (la doccia sistematica ne è il feticcio), che non ha tempo da perdere. Capello brizzolato corto, scarpe in cuoio grasso aggressive, l’incravattato circola esclusivamente nel centro delle città intorno alle 13.Lo si trova intruppato insieme ai suoi simili mentre, uscito dall’”istituto bancario” o dall’”agenzia”, cammina di fretta verso il locale dove da anni fa “pausa pranzo” nutrendosi con rucola, bresaola ed acqua minerale naturale. Ride, probabilmente a danno di qualche debole remissivo, gesticola ampiamente, e, dai modi sonori, lascerebbe intuire di essere immortale. La sua sagoma esprime forza, vitalità senza freni, intelligenza, e, soprattutto, rabdomantico “sentimento del tempo” che lo conduce indefettibilmente ad essere sempre dalla parte giusta e mai, si dica mai, nell’errore. La cravatta che porta appiccicata alla camicia, con nodo perfetto e incorniciata da un giacchetta lievissimamente spiegazzata è l’evidente correlativo del pene, di cui si compiace di esibire la totemica (e ingiustificata, si veda oltre) possanza. Tutto in lui, d’altra parte, esprime perfezione: il taglio totale della barba, la basetta allungata e chiazzata di grigio, la mandibola quadrata, l’orologio oversize, l’iphone aggiornato, il sentore lieve di dopobarba, la spolveratina invisibile di gel, il suv nero con i vetri oscurati che lo attende nel parcheggio sotterraneo.

L’aria si spezza al suo distratto e muscolare passaggio per le vie, che fende posizionandosi proprio al loro centro. Naturalmente è alto e, se non lo è, ne dà l’impressione. Naturalmente è benestante e un suo stipendio annichilisce quello di ogni altro umano. Ha un’età imprecisata che però ruota attorno ai quarant’anni, sempre. La sua voce è invariabilmente modellata sull’accento lombardo, anche se l’incravattato è convinto di far uso di un italiano perfetto e senza cedimenti dialettali. Parla un leggero inglese, facendo errori sintattici ma non di pronuncia.

Quando non discetta di donne o di addominali (è abbonato a “Men’s health”), cita numeri tratti dalla sua mattinata lavorativa, parla male del collega assente o della concorrenza, critica le poste e gli uffici pubblici, attacca il sistema impositivo, e, soprattutto, fa riferimento a dati macro-economici traendoli da quella che da anni è la sua unica lettura “d’approfondimento”, ovvero “Il Sole-24 ore”. L’incravattato è infatti un uomo di belluina ignoranza, che, dopo la laurea in Economia, non ha più toccato un libro. Del resto non se ne fa un problema, essendo per lui la lettura un passatempo equivalente alla masturbazione, adatto agli spiriti frolli dei deboli o, tout court, alle donne. La sua unica distrazione intellettuale è la navigazione con l’ipad, dove sorvola con svelta noncuranza le homepage dei giornali di centro destra. E’ infatti un portato naturale – e mai smentito, nonostante la sua banalità- che l’incravattato sia fascistoide, filoberlusconiano, liberista estremo, antidemocratico. Se potesse, farebbe ancora ricorso al manganello, soprattutto a danno di mendicanti, studenti cespugliosi, insegnanti, poeti di provincia (vedi voce), vecchi salivosi. Per gli stessi motivi antropologici, non ammette il pensiero argomentato, anche perché perde il filo di qualsiasi comunicazione fondata su almeno un connettivo subordinante.

Nella vita privata l’incravattato è desolante. Se sposato senza figli, trascorre le ore in casa lavorando alle sue cartacce, osservando ripetutamente e con compiacimento il proprio estratto conto online, o guardando alla televisione film d’azione la cui sceneggiatura stia sempre al disotto delle mille parole, ma in cui ci sia un generoso ricorso agli effetti speciali. Alle moglie destina sporadiche e pragmatiche espressioni che, nel week-end (si ha la sensazione che sia stato inventato per lui), fanno costante riferimento al tema della sua stanchezza. Una volta a settimana, normalmente la mattina della domenica, pretende virilmente di accoppiarsi, senza mai variare modalità dell’approccio e tipologia di rapporto. E’ il principale destinatario della campagna contro l’eiaculazione precoce.

Se sposato con figli, l’incravattato è un infastidito cronico. Non sopporta i giochi dei bambini, detesta i foruncoli degli adolescenti, non è mai in grado di aiutarli nello studio, li ritiene degli idioti senza prospettive. Si risveglia soltanto quando gli arrivano in casa le amiche teen-agers del figlio, a cui spesso si presenta con l’accappatoio color crema leggermente divaricato sul davanti. Con loro fa il brillante, propone calembours, accenna modi giovanilistici, ammicca, sfregando il suo manone nodoso sulle loro spalle. E’ risaputo che tutte le ragazze lo detestino e lo definiscano “quel porco di tuo padre” appena si sono chiuse la porta d’ingresso alle spalle.

Non invecchiando, gli incravattati più che morire vengono licenziati. In quel momento scompaiono, finendo in categorie più scivolose e inopportune (dai maniaci agli spennacchiotti, dai consulenti agli amanti). Ricompaiono da nonni, facendo pubblicità alla pasta per le dentiere. 

Annunci

1 commento

  1. palma amendolagine ha detto:

    è descritto così bene che sembra di vederlo davanti a te in carne e ossa.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: