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Il RISORGIMENTO NELLA LETTURA DI GIOACCHINO VOLPE

Di Domenico Letizia

 

Per lo storico liberale Gioacchino Volpe, autore del volume “Storia d’Italia dal 1871 al 1915” che usci nel 1928, il Risorgimento fu opera di una “minoranza non numerosa, fatta da borghesi, alcuni elementi del patriziato, di artigiani guadagnati all’Italia di Mazzini, elementi di svariate classi sociali medio-alte provenienti da tutta Italia, ma nel complesso fu opera prevalentemente della borghesia, mossa più da interessi economici che da valori morali. E presto la borghesia illuminata italiana, una volta compiuta l’unificazione politica e territoriale, si rese conto che la realtà empirica della patria era assai modesta.

ItaliaSecondo Volpe i “i primi tempi furono durissimi” ed è proprio in questo periodo che nasce il famoso detto, oggi decisamente ancora vivo e concreto nell’attualità poltica italiana: “si stava meglio quando si stava peggio” (tale fu il giudizio della grande massa e della piccola borghesia). Secondo l’analisi di Volpe, ben diversa da quella (molto più positiva) di Benedetto Croce, l’Italia unita sotto il governo liberale fu un’Italietta molto al di sotto della Terza Italia vagheggiata dal Risorgimento, un’Italietta alla quale mancavano l’ambizione, la volontà, la voglia di mettersi in gioco e la capacità di divenire grande potenza.

risorgimento-italiano1È fondamentale poi studiare quello che la storiografia inglese ha prodotto sul Risorgimento italiano, considerato che anche per la storiografia neo–borbonica o antirisorgimentale l’Inghilterra è legata con il Risorgimento italiano da eventi storici importanti. Se guardiamo all’immagine complessiva che gli inglesi hanno dei “padri della patria” italiana è facile notare come Cavour generalmente sia sempre stato posto un gradino al di sotto di Garibaldi e Mazzini, questi ultimi assunti a veri eroi.

Cavour in Inghilterra è un personaggio molto studiato a livello politologico e l’immagine del Conte è fortemente influenzata dai i rapporti tra la politica britannica e la politica italiana. Il Conte di imagesCavour è sempre stato attento all’importanza dell’opinione pubblica inglese. A tal fine si prodigò in continui sforzi, che non condussero però ai risultati sperati. L’opinione non sempre positiva sul Conte in Inghilterra dipende, secondo Volpe, anche dal confronto con il fascino che storicamente ed eticamente riuscirono ad emanare Garibaldi e Mazzini, che venivano visti come eroi assoluti, slegati da contingenze politico-istituzionali, mentre l’immagine di Cavour era troppo legata alla politica del Regno di Sardegna. Gli inglesi, comunque, guardavano e studiavano Cavour con le lenti dei propri interessi nazionali.

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1 commento

  1. Linda ha detto:

    Il volume “Storia d’Italia dal 1871 al 1915” non fu affatto scritto da Gioacchino Volpe, ma da Benedetto Croce!!!! Gioacchino Volpe fu autore de “L’italia in cammino” e di molte altre opere, ma non di Storia d’Italia dal 1871 al 1915!!

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