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LA COMETA DI HALLEY

790px-Halley's_Comet,_1910

di Giorgio Mentasti

Una delle più celebri comete, che anche nel secolo scorso ha fatto alzare gli occhi al cielo a molte persone in tutto il mondo, è la cometa di Halley. Il nome di questa cometa è stato dato in onore di Edmond Halley, il primo astronomo che ne ha calcolato, nel 1682, il tempo di rivoluzione intorno al sole, oggi approssimato a 75,32 anni terrestri.

Tuttavia l’astronomo inglese non è stato il primo ad osservare la cometa: le prime fonti scritte del suo passaggio risalgono al 239 a. C., quando gli astronomi cinesi della dinastia Qin hanno fatto menzione, negli annali del testo Shih chi , di una stella “a forma di scopa”, in un periodo coincidente a quello fornito dai calcoli odierni.

75 anni dopo, anche i Babilonesi hanno registrato il passaggio della cometa, indicando inoltre la sua posizione all’interno della costellazione del Toro. Con lo sviluppo di culture e arti figurative, alla cometa di Halley nei suoi passaggi successivi sono stati attribuiti numerosi significati connotativi. Viene attribuito, alla rappresentazione nel testo della Bibbia della stella cometa, il passaggio del 12 a. C., ipotesi non condivisa da molti astronomi, che considerano più probabile l’accostamento del simbolo biblico all’allineamento del 7 a. C. dei pianeti Marte, Giove e Saturno. Curiosa la coincidenza fra il passaggio del 451 d. C. e la sconfitta di Attila nella famosa battaglia di Chalons, e inoltre ricordiamo la prima dettagliata descrizione del transito del 684 presente nelle cronache di Norimberga.

All’ultimo passaggio del primo millennio, i contemporanei hanno attribuito un messaggio di allerta, che avrebbe preannunciato la fine del mondo, mentre il passaggio successivo viene riportato sull’Arazzo di Bayeux, dove viene rappresentata la stella cometa, e degli astronomi sotto la scritta “isti mirant stella”. Il passaggio più significativo nel Medioevo tuttavia è stato quello del 1301, raffigurato nella cappella degli Scrovegni da Giotto come la stella di Betlemme.

Dopo il passaggio a cui Halley ha assistito e quello che ha previsto per il 1756, nel 1910 la cometa è stata presa come spunto daGiovanni Pascoli, il quale pubblicò proprio un’ode “Alla cometa di Halley”. Il transito che molti oggi ricordano è stato invece quello del 1986, il più osservato, più divulgato e più seguito dall’umanità, il transito che è stato fonte di ispirazione per moltissimi film (Il mistero di Bellavista, Space Vampires, Rosso sangue …), romanzi (2061: Odissea tre, Nel cuore della cometa …), e canzoni (come Halley di Mario Castelnuovo e La cometa di Halley di Irene Grandi). Il prossimo transito è previsto per il 2061. Chissà che mondo troverà la cometa. Chissà se gli uomini avranno ancora la possibilità di scorgerla, nonostante l’inquinamento luminoso stia raggiungendo livelli altissimi. Chissà se avremo lo stesso desiderio di guardare il cielo come gli astronomi babilonesi, come Giotto o come Pascoli, e immaginare, liberare le proprie emozioni, in un perfetto connubio fra scienza e fantasia. L’unica cosa di cui siamo sicuri è che la cometa, quando tornerà, troverà un mondo incredibilmente diverso da quello di oggi.

Giorgio Mentasti

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